Addio a Manlio De Angelis

Scomparso ad 82 anni lo storico doppiatore e direttore di doppiaggio figlio del grande Gualtiero e padre di Vittorio ed Eleonora.

È scomparso lo stesso giorno di Paolo Villaggio e gli occhi di tutta Italia erano naturalmente su quest’ultimo, ma in ogni caso non sarebbe cambiato molto.
Anche se si è cinefili non significa che si è al tempo stesso appassionati, o perlomeno conoscitori del doppiaggio e dei suoi interpreti. La conoscenza del doppiaggio di molti è limitata a Ferruccio Amendola, Pino Insegno e Luca Ward, purtroppo, ma in ogni caso, la cosa più triste è che Manlio De Angelis non sia più tra noi.

Scomparso ad 82 anni ad Olbia, forse per l’accumularsi di eccessivo dolore.
Ha visto scomparire il figlio Vittorio due anni fa, a soli 52 anni, per un infarto.
In tutto questo il pensiero va alla figlia Eleonora, che nel giro di poco tempo è costretta a sopportare un altro dolore atroce.

Una famiglia di grandi doppiatori, quella dei De Angelis.
Vittorio era la voce di Cary Elwes, Brendan Fraser, del principe Eric ne “La sirenetta”, di Rupert Young (Ser Leon) in Merlin, Eleonora è la voce di Jennifer Aniston e Cameron Diaz.
Il padre di Manlio era un vero e proprio mostro sacro.
Dean Martin, James Stewart, Cary Grant e Erroll Flynn, solo per citarne alcuni.
Ha ancora un fratello, non doppiatore ma anche lui bravissimo con la voce.
Enrico De Angelis, cantante e fondatore del Quartetto Cetra.
E Manlio?

Tutti lo abbiamo “conosciuto” da bambini o insieme ai nostri bambini, grazie a Robin Hood.
Lui era la voce amorevole ma anche forte e decisa di Fra Tuck, e per questo un giorno “sarai proclamato grande eroe”. E quel giorno è arrivato, eroe a tutti gli effetti di un capolavoro Disney e di un mestiere troppo spesso sottovalutato.

Gli altri doppiaggi che lo hanno reso celebre sono senz’altro Joe Pesci in molti dei suoi film tra cui “Quei bravi ragazzi”, Roy Scheider in “Lo squalo”, ma anche Alan Arkin, Richard Dreyfuss, James Woods, e anche Jerry Lewis in “Re per una notte”. In mezzo, e soprattutto dopo, tanta direzione del doppiaggio, anche fino a pochissimo tempo fa.

Troppi film ci sarebbero da citare, limitiamoci con questi:
“Chi ha incastrato Roger Rabbit?”, “Balle Spaziali”, “Blade Runner”, “Ritorno al futuro parte II”, “Hook – Capitano Uncino”, “Indiana Jones e l’ultima crociata” e “Pretty Woman”.

«Con Manlio?? Ci sono cresciuto…. Era adorabile, mi faceva sempre ridere un sacco.. Era un grande oltre che una delle ultime colonne portanti del nostro mestiere»

Questo è il ricordo di Davide Perino, uno dei tanti doppiatori che ha lavorato con lui. E il sottoscritto, seppur in minima parte, può confermarlo.

Ho conosciuto Manlio De Angelis il 17 dicembre 2015, al settimo Gran Premio Internazionale del doppiaggio. Pino Insegno gli consegnò un premio alla carriera insieme a Maria Pia di Meo.
80 anni pieni ma lui era lì, perché non voleva abbandonare un mestiere che amava con tutto il cuore.
Da sincero appassionato gli ho chiesto la foto, e dopo lo scatto lui e la moglie hanno voluto una copia cartacea, come ai tempi del rullino o della polaroid. Umile, simpatico, una gran brava persona.
Avrei voluto tanto intervistarlo ma purtroppo non c’è stato tempo, ma al tempo stesso mi sento davvero fortunato di averlo conosciuto, di aver ricevuto una bellissima lettera di ringraziamento per la mia passione per l’arte del leggio.

Ciao Manlio, il doppiaggio ha perso tanto ma il tuo ricordo per chi ama le voci nell’ombra resterà per sempre!

Per chi volesse salutarlo un’ultima volta, i funerali avranno luogo venerdì 7 luglio 2017 alle 12.30 alla chiesa di San Pio X di Piazza della Balduina a Roma.
Valerio Brandi

 

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