Al cinema “Cézanne. Ritratti di una vita”

In sala l’8 e il 9 maggio il documentario su Paul Cézanne, “padre dell’arte moderna”.

“Cézanne. Ritratti di una vita” è il documentario diretto da Phil Grabsky dedicato alla mostra “Cézanne’s portraits”, che da giugno 2017 ad oggi ha avuto modo di essere ammirata in alcuni tra i più importanti musei internazionali (“Museo D’Orsay” a Parigi, “National Portrait Gallery” a Londra e “National Gallery of Art” a Washington DC, dove rimarrà fino a luglio 2018).
Il documentario permette di riflettere su alcune delle tematiche più importanti affrontate dall’opera di Paul Cézanne, attraverso le sue opere (tra cui i 50 ritratti appartenenti alla mostra itinerante), gli interventi di curatori ed esperti, e la preziosa testimonianza fornita dalla sua corrispondenza epistolare.

Paul Cézanne nasce ad Aix-en-Provence nel 1839. Gli esordi della sua carriera artistica sono segnati dalla profonda amicizia con il letterato Émile Zola, con cui condivide gli studi liceali nella città natia. Zola sostiene l’amico nel suo percorso artistico e lo esorta a raggiungerlo a Parigi nel 1861. Qui Cézanne ha modo di frequentare i musei studiando le opere dei maestri che vi sono esposte. Il Louvre viene considerato da Paul “un prezioso libro aperto da consultare continuamente”, ma è in particolare nei Salon (esposizioni periodiche dove gli autori contemporanei hanno modo di far conoscere le loro opere) che può apprezzare la compresenza di più stili, anche molto diversi tra loro. Andando contro le tendenze dell’epoca, Cézanne condivide il punto di vista di artisti come Manet e Courbet, la cui opera mira alla liberazione del soggetto pittorico dal suo contenuto simbolico. I soggetti scelti da Cézanne non sono infatti famosi protagonisti della storia o della mitologia, ma persone comuni raffigurate in momenti di vita ordinaria. Egli non è interessato a esprimere le emozioni di chi ritrae, ma a portare avanti una ricerca volta allo studio del problema compositivo; nella sua logica anche la più piccola pennellata ha un ruolo determinante nel peso dell’equilibrio compositivo dell’opera, e può comprometterne il valore.

Mentre il documentario ci mostra i luoghi in cui Cézanne è vissuto ed ha lavorato (in particolare la residenza famigliare a Jas de Bouffan) è possibile riconoscere i soggetti paesaggistici dei suoi quadri, e cercare di comprendere la sua poetica. Devoto osservatore della natura, di cui cerca per tutta la vita di carpire l’essenza (ovvero quanto sopravvive allo scorrere del tempo), Cézannè sviluppa uno stile che precorre l’arte moderna. Ammira Monet e lavora per un certo periodo a stretto contatto con Camille Pissarro, ma decide successivamente di distaccarsi dagli impressionisti perché “l’occhio non basta, bisogna anche pensare”. La missione del pittore è quella di rivelare ciò che nessuno prima di lui ha visto, traducendolo sotto forma di colori, forme e relazioni spaziali. Il suo utilizzo del colore, attraverso pennellate corpose che si traducono in blocchi e piani, diventa lo strumento utilizzato per poter osservare il mondo naturale senza finalmente essere più vincolati dalla forma. Paul Cézanne non fu mai un artista acclamato dalla critica; basti ricordare che le sue opere vennero rifiutate non solo dal Salon, ma anche dal Salon des Refusés (dove venivano esposte alcune delle opere respinte dal più tradizionalista Salon). Il suo primo quadro ad essere ammesso all’esposizione parigina è un ritratto (“Cézanne padre mentre legge l’Evénement”, del 1866), che venne accettato solo nel 1882. La sua prima mostra personale venne organizzata dal noto mercante Ambroise Vollard nel 1895, quando egli aveva ormai compiuto 56 anni. Il percorso artistico di Cèzanne fu segnato da momenti di entusiasmo e di forte crisi, ma di continua ricerca. Egli divenne una figura di riferimento per le avanguardie artistiche del Novecento e venne riconosciuto padre dell’arte moderna da alcuni dei più importanti artisti, tra cui Picasso e Matisse. È del 1904 la famosa lettera ad Emile Bernard in cui scrive “Bisogna trattare la natura attraverso il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni parte di un oggetto, di un piano, sia diretta verso un punto centrale (…)”. Cézanne muore nel 1906 ad Aix-en- Provence, a causa di una polmonite; di lì a breve Braque e Picasso svilupperanno questa sua ennesima intuizione inaugurando l’avanguardia cubista.

“Cézanne. Ritratti di una vita” sarà nelle sale italiane l’8 e 9 maggio. Per i cinema aderenti si rimanda al sito www.nexodigital.it

Luisa Tumino

 

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply