Alicudi e L’ultimo giorno: intervista ad Alberto Bougleux

Un nuovo progetto cine-scolastico firmato Zalab, per la regia di Alberto Bougleux

Dopo l’impegno con El Retratista che ha portato in luce la storia del maestro catalano Antonio Benaiges, il regista Alberto Bougleux vuole evidenziare una nuova realtà scolastica. Si tratta della realtà dell’isola di Alicudi. Un posto, nel mezzo del Mediterraneo, una piccola isola fatta di sole scale e abitata da 50 persone. Sull’isola 3 bambini: Mirko, Valentino e Gabriele. Al gradino 300 di Alicudi c’è la scuola che accoglie questi bambini e una maestra, Teresa, originaria di Milano, che ha deciso di vivere lì per tenere viva la scuola, seppur piccola, anzi, forse la più piccola d’Italia.

Questa è la realtà che Alberto Bougleux racconta nel suo nuovo documentario L’ultimo giorno, attualmente in post produzione. Una piccola scuola di frontiera. Un progetto che segue e completa il percorso, iniziato con El Retratista, alla scoperta della scuola sperimentale.

Si può sostenere il progetto L’ultimo giorno contribuendo alla campagna di crowdfunding disponibile al link http://www.verkami.com/projects/8772-l-ultimo-giorno/ dove è possibile anche vedere il trailer.
Ma, abbiamo voluto fare alcune domande al regista, per comprendere meglio motivazioni e finalità di questo nuovo docu-film.

alberto_bougleuxAlberto, quando e come sei venuto a conoscenza della realtà di Alicudi?
“Ho conosciuto la scuola di Alicudi e la maestra Teresa Perre nel 2008, grazie ai laboratori di “Lapa TV“, progetto di formazione ai mestieri del cinema e dell’audiovisivo per le scuole delle Isole Eolie che ho ideato 2004 e che da allora fanno parte del piano progettuale dell’Istituto Comprensivo Lipari 1, da cui dipende la scuola dell’Isola, e che ha dato un apporto decisivo per la realizzazione del film. Nel tempestoso marzo di quell’anno, su richiesta proprio della maestra Teresa, portai i laboratori di Lapa TV ad Alicudi: fu un’esperienza indimenticabile da cui nacquero tre piccoli video molto speciali (le “Cartoline di Lapa TV“) e soprattutto una grande amicizia con la maestra e con gli alunni, che oggi sono i protagonisti de L’ultimo giorno. Da quel viaggio e da quell’esperienza unica di “maestro di cinema” per i bambini dell’isola, nacque anche l’idea di raccontare l’esperienza di quella scuola di frontiera e della maestra che ne aveva fatto la missione della sua vita. Cominciai a lavorare al film nel maggio 2011, quando si cominciò a parlare di un probabile chiusura della scuola dell’isola. Per completare le riprese sono poi tornato ancora ad Alicudi nel maggio del 2012, nel settembre 2013 e infine nel marzo 2014. Oltre ai progetti dedicati negli anni alle isole L’ultimo giorno però nasce anche da un più ampio interesse per la scuola di frontiera, che mi ha portato, negli stessi anni in cui giravo ad Alicudi, a realizzare El Retratista film documentario, uscito da pochi mesi e recentemente selezionato al Biografilm Festival, su una piccola scuola rurale della Spagna repubblicana dei primi anni ’30 e sul suo maestro Antonio Benaiges, che per le sue idee e i suoi metodi innovativi venne fucilato dai franchisti nel ’36. Bañuelos de Bureba (questo il nome del paesino di 30 abitanti sperduto nelle campagne di Burgos) e Alicudi non potrebbero essere realtà più lontane nello spazio e nel tempo e più sconosciute l’una all’altra. Da una parte la storia di antichi bambini che non avevano mai visto il mare, simbolo di una libertà perduta per decenni. Dall’altra la storia di bambini di oggi che non conoscono altro se non il mare, di cui sono padroni ma che è anche la loro prigione. Da una parte il maestro Antonio, martire e avanguardia di una rivoluzione pedagogica lunga un secolo. Dall’altra Teresa, ultimo baluardo di un modo di comprendere l’infanzia che sembra condannato. Eppure questi due luoghi sono per me le due facce inscindibili dello stesso viaggio e dello stesso racconto: una linea invisibile che unisce i luoghi più remoti del continente alla ricerca dell’identità e della memoria di un modo prezioso di pensare e fare scuola costantemente in pericolo di estinzione.”

Quanto, secondo te, è importante sostenere queste realtà e cosa dovrebbero insegnare a chi, come noi, vive un contesto decisamente diverso?
maestra_l_ultimo_giorno“Realtà come quella di Alicudi parlano di un modo di vivere la scuola come laboratorio di cittadinanza che sa ancora raggiungere gli angoli più difficili e impervi del paese per dare davvero a tutti un’opportunità di base: semplicemente quella di crescere, di uscire dalle maglie della famiglia e da quelle ancora più soffocanti dell’ambiente tradizionale d’origine, per aprirsi al mondo e alla vita che scorre dall’altra parte del mare. Si tratta di una scuola profondamente democratica, che parte dai bambini e dalla comprensione delle loro esigenze primarie per proporre un reale cambiamento anche là dove sembra impossibile.  Alicudi è uno di quei luoghi dove lo Stato sono le sue maestre e la scuola il suo avamposto. Si tratta di luoghi rari e preziosi, dove nel microcosmo si riscopre il significato e il valore ultimo della scuola pubblica e delle istituzioni democratiche.”

Quali sono gli obiettivi del tuo progetto?
“Raccontare Alicudi è un modo per non perdere la memoria di una scuola capace nonostante tutto di arrivare fino all’ultima isola. Ma al di là della testimonianza di una scuola che resiste, certo necessaria nel contesto di una scuola pubblica oggi gravemente penalizzata, la piccola aula sospesa sul vuoto de L’ultimo giorno rappresenta forse qualcosa di più. I pochi bambini che la frequentano hanno infatti solo un’alternativa: cogliere nella scuola varco per sgusciare oltre il cerchio dell’orizzonte, oppure attendere che il rito di passaggio abortisca, per rinchiudersi finalmente nella propria impervia interiorità. È la tensione del crescere e del conoscere, e della voglia di sfuggire al mondo. E la storia di una maestra che sa ancora sedersi a fianco dei sui pochi alunni per aiutarli nel passo più difficile.”

Ringraziamo Alberto Bougleux, augurandogli il nostro “in bocca al lupo” per il suo nuovo progetto.

Rita Russo

 

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