Bianco di Babbudoiu: vino, Sardegna e risate

Recensione in anteprima del primo film per Pino e gli Anticorpi, diretti nell’opera seconda di Igor Biddau, una commedia sulla crisi finanziaria con diversi spunti interessanti

 «Salve, siamo la Babbudoiu Corporation, io sono Pino La Lavatrice, come posso esserle utile?»

Quante volte milioni di fan dell’ormai storico programma televisivo cabarettistico Colorado avranno sentito queste parole?
Dopo “Eh beeeeeh… Pino la Lavatrice” e “Non ci sono problemi: tu mi dici quello che devo fare… e io lo faccio” la parola Babbudoiu è il loro tormentone storico, così Pino e gli Anticorpi, al secolo Roberto Fara e i fratelli Michele e Stefano Manca, hanno deciso di riproporla nel loro primo lungometraggio.

Grazie alla regia di Igor Biddau, alla sua opera seconda dopo “Mi chiamava Valerio”, è lentamente nato questo progetto, un film comico totalmente sardo incentrato su un vino realmente esistente, appunto il Bianco di Babbudoiu.

Due fratelli e un cognato si ritrovano a dirigere un’impresa forse più grande di loro, e fin dall’inizio del film gli imprevisti finanziari non mancano (a partire da quelle che sembrano le spese irrisorie in un’attività, come l’acquisto dei tappi di sughero), ma nonostante ciò sembra che siano vicini al colpo grosso.
Un’illusione che dura pochi giorni, dato che il loro banchiere di fiducia (Dario Cassini, altro veterano del cabaret con Zelig e Colorado) li avverte che devono restituire entro 15 giorni una grossa cifra.
Per non finire in galera, questo insolito trio di imprenditori proverà in tutti i modi a recuperare il capitale, e qui entra in gioco la classica farsa del cinema italiano, soprattutto per nascondere la verità alle donne che amano.

Non solo Pino e gli Anticorpi e Dario Cassini, “Bianco di Babbudoiu” porta sul grande schermo il meglio della comicità sarda. Dopo di loro il ruolo più appariscente è di Marco Bazzoni, il simpaticissimo BAZ fattosi avanti anche lui in Colorado, un vicino di Vigna che ricorda tanto il Mezzacapa di “Totò, Peppino e la… malafemmina”, anche se in questo caso è un semplice proprietario di una “star”, un maiale vietnamita da monta, animale ormai molto in voga nel nostro cinema, se si ricorda quello apparso in “Tutte lo vogliono”.
E poi c’è Benito Urgu, che fa poco più di un cameo, ma decisamente adatto al personaggio che conosciamo tutti.

Ci sono tanti riferimenti ad altre opere, come agli Spaghetti Western, diverse scene divertenti soprattutto nella seconda metà della pellicola, oltre al merito di riuscire a trattare argomenti delicati come l’omosessualità o l’attuale crisi finanziaria in assoluta leggerezza.

Bianco di Babbudoiu sarà presente nelle sale italiane a partire da giovedì 17 marzo 2016.

Valerio Brandi

 

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