Chiamatemi Francesco: il primo film su un Papa vivente

Presentato martedì 1 dicembre in Vaticano di fronte a settemila fedeli scelti dalla Santa Sede, settemila persone invitate dalle parrocchie, il film narra la storia di Jorge Mario Bergoglio, fino alla sua proclamazione come Papa.

 Chiamatemi Francesco, il primo film, firmato Daniele Luchetti, che racconta la storia di un Papa ancora in vita. Bergoglio, da subito, è stato definito “il Papa della gente”, forse per quel suo “Buonasera!” detto in Piazza San Pietro nel momento della sua proclamazione, un saluto informale, che ha fatto “sentire” questo Papa vicino alle persone, e non solo a quelle credenti.
Ad interpretare Bergoglio gli attori Rodrigo De La Serna e Sergio Hernández, ai quali il regista ha chiesto di immedesimarsi in un personaggio non certo semplice, soprattutto perché vivente e amato da tutto il mondo.
Chiamatemi Francesco narra la storia di Jorge Mario Bergoglio, da quando era uno studente e aveva deciso di partire come missionario per il Giappone (viaggio che non ha poi mai fatto). Il film, che non manca di esaltazioni verso un uomo, prima che un Papa, che sembra aver avuto una vita sempre a protezione dei più deboli, racconta l’Argentina, in particolare Buenos Aires, della dittatura militare e dei desaparecidos. Un pezzo di storia del nostro tempo raccontato attraverso un uomo che, ad un certo punto della sua vita, decide di diventare prete. Un viaggio umano e spirituale che non difende sempre l’operato della Chiesa cattolica, ma che ne mostra anche i limiti, in un paese caduto sotto la dittatura militare, e che spiega come la volontà degli uomini e la collaborazione possa essere uno strumento efficace, a volte, a contrastare la cattiveria e l’ingiustizia di un potere volto, invece, a difendere solo se stesso.
Bergoglio sceglie di diventare prete e di entrare nell’ordine dei Gesuiti, lasciando i suoi studi di chimica e una fidanzata che, evidentemente, si sarebbe aspettata altro.
Diventa Padre Provinciale, responsabile di un istituto nel quale, a un certo punto, decise di nascondere un gruppo di seminaristi e di giovani che sfuggivano dalla polizia di Videla. Battezza un bambino, figlio di una giudice non sposata, della quale diventa amico e che decide di proteggere e far fuggire, nel momento in cui questa viene ritenuta pericolosa per il Governo e deposta dal suo ruolo.
In quegli anni, Bergoglio vede morire alcuni dei suoi “compagni” Gesuiti che vivevano le periferie più svantaggiate, perché ritenuti antigovernativi, nonché “sparire” alcuni dei suoi amici.
Poi, un esilio in campagna (non ben spiegato), dopo il quale viene incaricato dall’Arcivescovo Quarracino di diventare Arcivescovo di Buenos Aires e di occuparsi proprio delle periferie, con l’incarico di farsi mediatore.

Daniele Luchetti, che ammette egli stesso di non essere un credente e di aver tentato, in questo film, di avere un approccio da non far sembrare Bergoglio un “santino”, realizza, insieme al produttore Pietro Valsecchi, un film difficile, raccogliendo le testimonianze della gente, delle persone che avevano in qualche modo conosciuto Bergoglio nel suo percorso a Buenos Aires. A suo dire, il film non ha avuto influenze da parte del Vaticano. E, in effetti, non è un film che sembra esaltare la Chiesa in modo assoluto.
Tratta con profondo rispetto la figura di Papa Francesco, ma, in realtà, ne racconta la vita, precedente al suo Papato. L’unico legame reale con questo è rappresentato dalla scena in cui Papa Francesco si affaccia al balcone nel momento della proclamazione, ma trattandosi di un film su un Papa reale e vivente, non poteva essere altrimenti.

Chiamatemi Francesco è prodotto da Taodue e distribuito da Medusa. Già venduto in circa 700 copie in tutto il mondo, il film sarà al cinema da giovedì 3 dicembre 2015, esattamente poco prima dell’inizio del Giubileo (e questa non può certo non essere considerata un’ottima idea di comunicazione per il film).
Inoltre, Chiamatemi Francesco sarà proposto anche come film per la tv in quattro puntate da 50 minuti ciascuna, in onda tra un anno e mezzo circa, probabilmente su Canale 5.

Rita Russo

 

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