Cinemafrica: L’Africa in Italia

cinefarm e cinemafrica

Il 17 e il 18 gennaio la sala del Cinema Trevi presenterà una cernita di film per ripercorrere i rapporti tra il cinema italiano e le sue relazioni con il cinema Africano. Fin dai tempi prima del sonoro e del blackface fino ai grandi classici e i film d’essay, c’è una schiera invisibile di attori, tecnici e organizzatori africani che hanno aiutato il nostro cinema ad andare avanti.  La rassegna sarà a cura di Mario Coletti, mentre venerdì 17 alle 19.00, Leonardo De Franceschi (professore di Storia del Cinema a Roma3) introdurrà il suo libro L’Africa in Italia.

Il programma di proiezione dei film è il seguente:

Alle ore 17.00 di Venerdì 17 Gennaio, verrà presentato il film “Zuma”(1913,27’) di Baldassarre Negroni: probabilmente il primo film italiano ad avere una donna nera come protagonista. Successivamente si potrà assistere alla pellicola di Alberto Lattuada “Senza Pietà”(1948, 95’), storia di un amore interculturale tra John Kitzmiller(suo unico ruolo da protagonista nel cinema italiano) e l’attrice Carla Del Poggio. Nella serata il Cinema Trevi proporrà un’altra doppia visione: alle 21.00 “Poveri Diavoli” di Ahmed Hafien, che tratta lo sfruttamento dei migranti nel Sud Italia, nello specifico disegna la storia dell’imprenditore Di Girolamo e della sua attività di pescherecci. A seguire “Và Pensiero. Storie Ambulanti” di Dagmawi Yimer che riprende le drammatiche uccisioni a danno di cittadini Nigeriani avvenute a Milano e a Firenze(13/12/2011).

La giornata di Sabato 18 Gennaio, sarà inaugurata dal film “Uomini Duri” di Duccio Tessari(1974,92’), una storia che vede come protagonisti un prete dalle maniere forti e un ex poliziotto di colore, che indagano su una rapina in banca. Per concludere la rassegna le ultime due opere: il fim Bell’Amico di Luca d’Ascanio(2002,84’) e Italian Movies di Matteo Pellegrini(2012, 99’) un’originale trama tragicomica su un gruppo di migranti che costituisce uno studio di filmati matrimoniali.
Una rassegna da non perdere per costruire una darsena di ricerca per un Nuovo Cinema, attento alla rappresentazione meticolosa dell’Altro.

Dario Fuoco

 

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply