Dal progetto Teleimmagini: Striplife Gaza in a Day

Il Doc di Teleimmagini in concorso al Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina di Milano

Striplife Gaza in a Day, Italia Palestina 2013, documentario nato da un progetto di Teleimmagini, collettivo di videoattivisti italiani presente da circa un decennio nel campo della comunicazione indipendente. Il film è stato presentato lo scorso novembre al Torino Film Festival dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria, il Premio Avanti! e la Menzione Speciale “Gli Occhi di Gandi” per la sezione Italiana DOC. Ha partecipato all’ IDFA, Olanda, e a Visions du Reel, Svizzera, e in questi giorni è in concorso al Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina di Milano. Striplife è stato girato nella Striscia di Gaza, dove i registi, V. Testagrossa, A. Zambelli, N. Grignani, A. Mussolini e L. Scaffidi, si sono avvalsi della collaborazione di giovani videomakers palestinesi, da loro coinvolti in un workshop per operatori di ripresa (le attrezzature utilizzate, fornite da Teleimmagini, sono state lasciate in dotazione ai partecipanti) e di Khanan Media, casa di produzione locale.

StriplifeLa struttura narrativa del film è liberamente ispirata a Suite Habana di Fernando Perez, Cuba 2003, documentario che segue i suoi protagonisti dall’alba al tramonto, raccontando la loro vita quotidiana. Striplife ci presenta Antar, rapper in procinto di registrare il suo primo album in studio (http://www.youtube.com/watch?v=w2yO5ngk5Aw), Noor, giovane giornalista e presentatrice di un canale televisivo indipendente, Moemen, fotografo, alcuni atleti del Parkour Team di Gaza, che si allenano tra le macerie degli edifici bombardati, Fatima allevatrice nomade da tempo confinata entro i confini della Striscia, Jabber, contandino i cui campi si trovano nella Buffer Zone al confine con Israele e un ex giocatore della Nazionale di Calcio Palestinese. Uno spettro visivo decisamente più ampio rispetto a quello a cui siamo abituati. Non solo folle di uomini armati che inneggiano alla Jihad.. Teleimmagini vuole mostrare gli abitanti di Gaza così come si incontrano per la strada, autentici, perchè nonostante lo stato di assedio, i bombardamenti, e le discriminazioni, i palestinesi non hanno smesso di fare progetti e di coltivare le proprie passioni.

Striplife è un lavoro corale ma risulta omogeneo. I 5 registi di Teleimmagini si affidano ai loro allievi palestinesi per realizzare riprese, come quelle nelle moschee, altrimenti difficoltose e per il lavoro di ricerca delle storie e dei personaggi. Le inquadrature, spesso a camera fissa, riportano al concetto di reclusione, alla condizione sofferta dagli abitanti della Striscia, rinforzato dalle immagini inserite degli animali in gabbia nello zoo di Gaza. Suggestiva e imprevista la scena sulla spiaggia con cui si apre il documentario, girata tra decine di mante ritrovate morte in riva al mare e i pescatori locali accorsi a contendersele. In Striplife non ci sono interviste dirette né una voce narrante, il film ha un’immediatezza tale da rendere superflue ulteriori spiegazioni. Un valore aggiunto: il modus operandi di Teleimmagini basato sulla cooperazione creativa tra Italia e Palestina e sul supporto in loco dei videomakers emergenti. Fondamentale a riguardo l’appoggio del VIK Centro Italiano di Scambio Culturale, https://www.facebook.com/centrovikgaza.
Per la produzione di Striplife, Teleimmagini si è auto finanziato, attraverso iniziative serali appoggiate dalla rete dei centri sociali e attraverso il crowdfunding (https://www.produzionidalbasso.com/pdb_2050.html). Interessantissimo, da vedere e sostenere. Il film non ha ancora una distribuzione italiana  ma un Sales Manager per l’estero, R. Aspide. Ennesima conferma di quanto lo stato italiano sia ben lungi dal supportare il suo cinema emergente.
Il film è dedicato a Vittorio Arrigoni.

Zelia Zbogar

 

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