Diario di un maniaco perbene: la vita comica e disperata di Lupo

Un Giorgio Pasotti artista “spione”   al cinema dall’8 maggio per l’opera prima di Michele Picchi

Presentato già in diversi festival in Italia e nel mondo, Diario di un maniaco perbene, opera prima di Michele Picchi, nonché primo film per la produzione di Cydia srl, arriva nelle sale Italiane in circa 30 copie da giovedì 8 maggio per la distribuzione della stessa Cydia srl con la collaborazione di Mariposa Cinematografica.

diario_di_un_maniaco_perbene_locandinaIl film vede protagonista il disperato e comico artista Lupo (Giorgio Pasotti) alle prese con la sua pittura, il suo agente (Ninni Bruschetta) e con le sue donne. Un uomo gentile e disponibile, che ha l’hobby di “spiare” col suo binocolo dal suo attico (un “maniaco” perbene).

All’anteprima stampa alla Casa del Cinema di Roma abbiamo chiesto alla produzione:

Siete una neonata produzione e distribuzione cinematografica, con un regista al suo esordio cinematografico… sul set quali sono state le difficoltà e quanto è stato importante avere un attore come Giorgio Pasotti?

Produttore M.V.: La presenza di un professionista come Giorgio ha giustificato l’attesa per averlo, è stata fondamentale come supporto al regista, a Michele che, ovviamente, sapeva fare benissimo il suo mestiere. Poi, la cosa bella è che ci siamo divertiti sul set.
Regista M. P.: Vorrei fare solo un’aggiunta e cioè che il direttore della fotografia Duccio Cimatti è stato fondamentale in questo percorso, anche per l’esperienza che ha dato al progetto. Poi, insieme a Giorgio abbiamo fatto questa “triade malefica” sul set e siamo andati alla deriva, nel senso bello, fino alla fine.

diario_Lupo_nipote Ma, entriamo nella storia. Lupo è un pittore in piena crisi, a suo dire per la mancanza di quella “rabbia” creativa che ha storicamente accompagnato tutti i grandi artisti. Non ha grosse problematiche. È di bel aspetto e ha una vita agiata. Solitario e insicuro (nonostante il suo fascino da intellettuale), è alla continua ricerca della “spontaneità”, cosa che a lui stesso appare una contraddizione essendo un atteggiamento che non dovrebbe essere ricercato.

L’unico vero rapporto che ha è con sua nipote, che lo riempie d’interrogativi esistenziali, che fanno emergere una personalità ancora poco matura.

Il suo essere riflessivo, i continui interrogativi sul mondo e la sua estrema disponibilità, lo rendono una persona rassicurante, alla quale ogni donna sente di poter chiedere consigli, di potersi aprire. Ma, questa sua caratteristica è un’arma a doppio taglio. Se da un lato lo rende, infatti, una persona piacevole con la quale condividere del tempo, dall’altro lo rende povero di personalità. Egli stesso teme l’innamoramento perché, dice, lo rende “stupido”.

giorgio_pasottiLupo è attratto da tante donne diverse, con le quali poi risulta avere difficoltà nell’approcciarsi davvero. È per questo che, a un certo punto, cerca conforto in una giovane suora, che tenta spudoratamente di corteggiare, fingendosi interessato al percorso ecclesiastico.

Tormentato e insoddisfatto dalla vita, Lupo appare un personaggio borderline, che non riesce a ritrovare la sua dimensione, al punto da cercare (ma senza convinzione) soluzioni estreme.

Ma, alla fine, forse spronato da una frase “materna”, qualcosa scatta in lui.

Diario di un maniaco perbene è una commedia brillante, interpretata da un talentuoso Giorgio Pasotti, che veste i panni di un personaggio e che, se da un lato può risultare “sui generis”, stravagante e sopra le righe, dall’altro mostra fobie, dubbi e insicurezze comuni a tanti.

Un esordio cinematografico (regia e produzione) riuscito e convincente, che si differenzia dalla classica commedia italiana per originalità.

Rita Russo

 

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