Emoji – Accendi le emozioni: la recensione

Recensione del film d’animazione che racconta il mondo all’interno del cellulare sullo stile di Inside Out e The Lego Movie.

Diretto da Anthony “Tony” Leondis, regista americano di “Lilo & Stitch 2: Che disastro, Stitch!” e “Igor”, arriva nei cinema italiani il suo ultimo lungometraggio, “Emoji – Accendi le emozioni”, che racconta il mondo dei cellulari in maniera del tutto nuova… fino a un certo punto!

Gene 😒 è una giovane emoji che vorrebbe seguire le orme dei genitori, due grandi professionisti nella faccina “bah”, ma nel suo caso la mela sembra essere caduta lontano dall’albero.
Gene è giovane e ribelle dentro di sé, vorrebbe essere più emozioni e non solo bah, ma sogna di lavorare nella chat principale di Alex, il ragazzino proprietario del cellulare.
E quando quest’ultimo un giorno a scuola vuole scrivere a una ragazza che gli piace, ecco che si presenta il grande esordio per Gene. Ma come lo avevano avvertito i genitori, lui non era pronto, e combina un terribile disastro, che lo costringerà a fuggire per trovare una soluzione, insieme a due nuovi compagni conosciuti in maniera del tutto casuale.

Leondis cerca fin da subito di ispirarsi a dei grandi colossi dell’animazione, la Pixar e non solo.
In “Emoji” c’è molto di “Inside Out” ma anche di “The Lego Movie”.
Il risultato dal punto di vista grafico è decisamente buono, non maestoso come la Disney moderna, ma sicuramente da “pollice in su”, giusto per restare in tema.
La parte più interessante è il viaggio che Gene e i suoi amici intraprendono dopo essere fuggiti da “Messaggiopoli”. Lì c’è tutto il riferimento al mondo d’oggi, tra le app più famose che conosciamo da quando abbiamo comprato un telefono touch screen. In questo caso, abbiamo un ribaltamento storico rispetto a Lego Movie o Pixels. “Ma che ne sanno i 2000?”. No, semmai l’esatto contrario.

Quello che non convince appieno è la motivazione dell’avventura, causata da “Smile” 😄 , l’emoji a capo della chat di Alex, un personaggio che si rivela essere un cattivo decisamente politico.
Come in The Lego Movie, dove tutti i personaggi erano omologati ad eseguire sempre gli stessi ordini e a non essere liberi di creare qualcosa di diverso, a Messaggiopoli nessuno è libero di essere ciò che vuole, ma sempre e solo quella faccina a cui è stato designato fin dalla sua creazione.
Un chiaro messaggio contro il capitalismo che è importantissimo per far riflettere i bambini, ma al tempo stesso, serviva anche in questa occasione? Non si poteva pensare a una motivazione diversa per una avventura che si rivela essere ricca di contenuti multimediali e anche con un buon umorismo?

Doppiaggio non entusiasmante anche per via di qualche talent di troppo a partire dal protagonista (Federico Russo), al contrario di una colonna sonora davvero ben selezionata.

Emoji – Accendi le emozioni” sarà presente nei migliori cinema italiani a partire da giovedì 28 settembre 2017.

Valerio Brandi

 

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