Fuoristrada: Una passione indipendente

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Al cinema l’opera prima di Elisa Amoruso

locandina_fuoristradaAlla cassa del cinema Modernissimo di Napoli, ho chiesto un biglietto per il film Fuoristrada, da dietro il vetro l’operatore, sorpreso, mi ha domandato “Come ha saputo di questa proiezione? Ottima scelta, questo doc è davvero un gioiello!”. Così scopro che, da quando l’opera prima di Elisa Amoruso è uscita nella sale italiane (giovedì 27 marzo), ha riscosso immediato successo e nonostante siano ancora pochi i cinema a proiettarlo, la critica, gli addetti del settore e il pubblico lo adorano. Una produzione Meproducodasolo, nella persona di Alfredo Covelli, con la collaborazione di R. De Paolis e C. Levi e in associazione con Tanagra Film e Young Films, distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Fuoristrada è stato riconosciuto di interesse culturale dalla direzione generale per il cinema MiBAC, che però non lo ha finanziato (il film non ha ricevuto nessun finanziamento pubblico).
Elisa Amoruso, sceneggiatrice, ha scritto i cortometraggi Aria (2005), vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento del Sindacato Nazionale Giornalisti Italiani e del Jameson European Award, e Adil e Yusuf (2008), in concorso alla 64ma Mostra di Venezia, nominato per il David di Donatello. Ha lavorato con i regitsi C. Noce e M. Ponti, e firma ora, con Fuoristrada, la sua opera prima come regista. Il progetto nasce dall’incontro tra la giovane sceneggiatrice e un meccanico romano, unico nel suo genere, Beatrice. L’uomo, all’anagrafe Giuseppe, da qualche anno ha cominciato a rendere manifesta la sua identità femminile, forte in lui fin dall’infanzia ma, prima di questa decisione, repressa. Senza abbandonare le passioni di una vita, il Rally e i motori, Girello, questo il suo nick negli ambienti delle gare, ora Beatrice, ha tagliato i baffi e allungato i capelli, smaltate le unghie e indossato i tacchi a spillo, assunto ormoni ma conservato sia la virilità che la tuta sporca di olio.
FUORISTRADAUna scelta radicale, inizialmente sofferta, sul piano personale e lavorativo, ma che Bea ha portato avanti con coraggio e fino in fondo. Amoruso l’ha seguita per circa un anno, affiancandola nella sua quotidianità, condivisa con la moglie Marianna, l’ex badante rumena della madre, e il figlio di lei, Davide. Una famiglia.
Un microcosmo fuori dai canoni ma che scopriamo fondato sui valori fondamentali di amore e di rispetto.
Fuoristrada è girato quasi del tutto in presa diretta, suono a cura di F. Fortunati. Le riprese spesso non nascondono la presenza della telecamera, che accompagna le due protagoniste, testimone della loro intimità e svelandoci la normalità con cui si svolge quest’unione nella vita di tutti i giorni. Spontaneo e autentico, il documentario si avvale di interviste, solo leggermente impostate, e di filmati personali di Pino/Beatrice, prima della sua trasformazione e nel giorno delle nozze con Marianna.
elisa_amoruso_menzione_specialeAmoruso racconta ma non cede alla denuncia sociale o al sentimentalismo, anzi, il film diverte per la genuina romanità di Bea, caciarona ed eccentrica, e lo spirito di Marianna, diretta e “di pancia”, senza sfociare nel grottesco.
Le due donne insieme hanno trovato un equilibrio e questa serenità, palesata dal documentario, emoziona lo spettatore, perchè la loro vita familiare, a prescindere dalla diversità di forma, è semplice. Bea e Marianna si amano. Un anticonformismo estremo ma realizzato, alla faccia di un’Italia ancora troppo bigotta.

Presentato lo scorso novembre al Festival Internazionale del Film di Roma, dove ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria Prospettive Italia Doc, Fuoristrada è da pochi giorni sugli schermi italiani ma ha già registrato il sold out al botteghino del Nuovo Cinema Aquila (Roma) nei primi due giorni di programmazione. Consigliatissimo!
Fotografia: G. Horn, M. Cocco
Montaggio: C. Griziotti
Musiche: Ratchev & Carratello
Trailer https://www.youtube.com/watch?v=bFR7DBRPa9s
Fan Page https://www.facebook.com/fuoristradailfilm

Zelia Zbogar

 

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