Giovani, eroinomani e disoccupati

Le formiche della città morta: un viaggio attraverso i quartieri non patinati della Capitale

(di Simone Bartolini, con Simon Pietro Manzari, Rachele Romano, Produzione NeroFilm, Durata 80’)

le_formiche_della_citta_mortaIl film, totalmente indipendente e low budget, esce a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, dal 15 maggio, dopo essere stato presentato al Rome Independent Film Festival 2013, riscuotendo grande interesse nella critica e nel pubblico. È uscito anche a Genova e in Sicilia, grazie a una distribuzione ‘autonoma’, costruita come un puzzle sala per sala, dalla casa di produzione, la Neri Film di Gregory J. Rossi.

“Ho raccontato Roma e le persone che vivono nei quartieri non patinati della Capitale, con onestà e senza paura di dare un’immagine cruda e disperata della città” così il regista, Simone Bartolini, descrive la sua opera prima.

L’esigenza di narrare una Roma “meno bella” nasce dal crescente consumo di eroina, attestato dalle statistiche mondiali, che coinvolge in maniera preoccupante anche la capitale. Bartolini racconta la giornata tipo di Simone, un giovane spacciatore, eroinomane, che abita nella periferia romana, gira per le strade col suo motorino scalcinato e regolarmente col casco slacciato e, nel tempo lasciato libero dall’eroina venduta e consumata, fa il rapper. La telecamera segue Simone nel suo tour de force di droga prte-a-porter.

Il film, oltre a essere l’opera prima di Bartolini, rappresenta l’esordio attoriale di Simon Pietro Manzari, un esordio molto positivo. Manzari calza perfettamente i panni del giovane eroinomane che si muove disorientato in un mondo dove non si riescono più a distinguere gli amici dai clienti e gli “affari” dalla vita personale. Più che un racconto di Roma la pellicola è il racconto di una gioventù che “sbarella”, per colpa della droga – o non solo – nel labirinto di una città le cui rovine non sono più solo il Colosseo e i Fori, ma i giovani stessi che la abitano.

Flaminia Chizzola

 

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