Happy Goodyear: intervista alle autrici

Uscito vincitore nella sessione National Documentary Competition dell’edizione appena conclusasi del Riff, Happy Goodyear è prima di ogni cosa un’opera di forte impatto sociale, dal momento che  grida giustizia per la tragica fine toccata in sorte a un centinaio di lavoratori, tutti morti dopo aver prestato servizio ad un’industria fautrice di una politica industriale esasperata. Nello specifico, è la triste e assurda vicenda di Cisterna, comune in provincia di Latina che, prima dell’insediamento della multinazionale leader nel settore della gomma, aveva vissuto quasi esclusivamente di agricoltura. A far sì che questa vicenda non finisse nel dimenticatoio, ci hanno pensato le giornaliste Elena Ganelli e Laura Pesino, grazie al sostegno di Adriano Chiarelli e Luca Piermarteri che hanno fortemente voluto questo lavoro per la loro casa di produzione Soulcrime. Siamo riusciti ad intervistare le due autrici, subito dopo il riconoscimento del Riff.

Locandina-Happy-GoodyearCome nasce il progetto? Quella della Goodyear è stata una tragedia che vi ha colpito in prima persona o è un semplice atto di accusa?
Elena Ganelli: “Siamo due giornaliste e l’idea di realizzare un documentario sulla vicenda della multinazionale Goodyear è nata mentre seguivamo le fasi del processo e raccontavamo la cronaca sui giornali per i quali lavoravamo. Le modalità con cui abbiamo guardato e poi riproposto la storia degli operai ammalati e delle loro famiglie non sono quelle fredde e distaccate che si addicono solitamente alla cronaca perché raccogliere le testimonianze, i sentimenti e il dolore di queste persone ci ha reso chiaro che era necessario dare loro una voce. Adriano Chiarelli e Luca Piermarteri, per la Soulcrime, hanno sostenuto sin dall’inizio questa idea credendoci come ci abbiamo creduto noi”.

Vi aspettavate la vittoria al Riff o vi era qualche altro documentario che pensavate avesse più chance del vostro? E quali sono le vostre impressioni sul Riff che si è appena concluso?
Laura Pesino: “No, onestamente è stata una bellissima sorpresa. Sapevamo di concorrere con lavori di grande qualità, che raccontavano, al pari del nostro documentario, storie importanti e di grande impatto sociale e culturale. Questa vittoria è quindi per noi un’enorme soddisfazione, anche perché il Riff è tradizionalmente una vetrina di prim’ordine per le produzioni indipendenti”.

Dal momento che l’inchiesta che avete portato avanti ha dei caratteri a dir poco disumani, quali sono i sentimenti che hanno prevalso durante le sue riprese: rabbia, indignazione, compassione o altro?
Elena Ganelli: “Durante oltre un anno di riprese siamo entrati nelle case di queste famiglie guardando in faccia le drammatiche conseguenze che il lavoro in Goodyear ha prodotto. Queste persone hanno vissuto la loro tragedia, sia durante il processo che successivamente, con grande dignità e compostezza. In realtà il sentimento che ha prevalso in noi è stata la voglia di rendere giustizia a chi ha sacrificato la propria vita per il lavoro. La storia dello stabilimento  Goodyear di Cisterna parla un linguaggio universale e vuole più in generale accendere i riflettori sul tema della dignità del lavoro”.

happygoodyearIl premio vinto è sicuramente un grande traguardo, ma sappiamo bene che purtroppo la distribuzione per i documentari non è affatto facile. Ma ora che avete un riflettore su di voi, chi vorreste che vedesse in primo luogo il tuo lavoro? Politici, scuole, dirigenti aziendali, parenti delle vittime?
Laura Pesino: “La nostra priorità è stata mostrarlo ai parenti degli ex operai, ma riteniamo che il messaggio contenuto nel documentario dovrebbe essere raccolto dalla politica, dalle imprese e dal sindacato. Purtroppo conosciamo bene le difficoltà che il genere del documentario incontra nella distribuzione e diffusione in Italia. Vorremmo però che il lavoro girasse il più possibile, nei festival, nelle rassegne italiane ed estere e magari anche in televisione, lo strumento che certamente raggiunge un pubblico più vasto”.

Vincere un premio con un’opera prima è una cosa che non capita a tutti e penso che sia un ottimo incentivo per continuare a credere in un lavoro non facile come il vostro. Avete intenzione di continuare a lavorare insieme o le vostre strade si divideranno qua? Progetti futuri?
Elena Ganelli e Laura Pesino: “Il premio vinto a un importante festival quale è il Riff ci ha confermato che, con tutte le difficoltà, abbiamo realizzato un lavoro giusto. Continueremo quindi su questa strada cercando altre storie italiane sulle quali gettare una luce, tirandole fuori dal silenzio nel quale rischiano di restare”.

Lo staff di Cinefarm si congratula con voi, augurandosi che questo non sia che il primo di una serie di successi.

Marco Molinari

 

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