I fratelli Dardenne rappresenteranno il Belgio agli Oscar 2015

Deux jours, une nuit è il candidato belga per la categoria miglior film straniero

A 15 anni dal loro capolavoro indiscusso, Rosetta, con cui conquistarono a sorpresa la Palma d’Oro a Cannes, battendo il super favorito Tutto su mia madre, riuscendo in seguito ad ottenere addirittura una legge a tutela del lavoro giovanile che prese il nome dal film in quanto originata dalle discussioni che in Belgio aveva suscitato, i fratelli Dardenne tornano a raccontare il mondo precario del lavoro con un film destinato ancora una volta a far discutere: “Due giorni, una notte” con protagonista il premio Oscar Marion Cotillard.

Presentato con successo alla 67ª edizione del Festival di Cannes, l’ultimo film dei fratelli Dardenne è stato recentemente designato come il rappresentante belga per concorrere nella categoria miglior film in lingua straniera, complice una tematica dal valore universale, esplorata attraverso un omaggio non dichiarato, ma implicito, al film La parola ai giurati (Twelve Angry Men ) di Sidney Lumet, dove un stoico Henry Fonda deve convincere l’intera giuria, di cui egli fa parte, a mutar parere su una condanna che sembra mettere d’accordo tutti gli altri, tranne lui. Con il trascorrere del tempo, sempre più giurati si schierano per la non colpevolezza. Uno dopo l’altro iniziano a cambiare idea, spostando l’ago della bilancia, che alla fine permetterà di capovolgere il verdetto, assolvendo, all’unanimità, l’accusato. Questa struttura viene applicata alla storia di Sandra (Marion Cotillard) che lavorava in una piccola azienda che realizzava pannelli solari e che viene mandata via dopo che i suoi colleghi hanno votato per il suo licenziamento, sollecitati da un bonus 1000 euro. Sandra allora chiede una ripetizione della votazione: la ottiene ma ha un tempo limitato per far cambiare idea a chi le ha votato contro. Tra chi si nega, chi ha paura, chi ricorda un suo gesto di generosità, chi vuole qualcosa in cambio, chi cambia idea, insomma una parabola umana triste ma vera sul valore della solidarietà umana di fronte a chi è più debole. Nella corsa agli Oscar,a differenza del passato, dove i Dardenne furono già scelti ben 3 volte dalla propria commissione nazionale (Rosetta, Il figlio, L’enfant) senza mai riuscire a conquistare la nomination, quest’anno partono favoriti insieme alla Polonia (Ida), al Canada (Mommy), all’Italia (The human capital)e alla Francia (Saint Laurent).

 Danilo Canzanella

 

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