Il Cinema di Pippo DelBono

Il giorno martedì 7/1/2014 si terrà presso il Nuovo Cinema Aquila una rassegna per omaggiare la filmografia di Pippo Delbono. Inoltre al pubblico verrà data l’occasione di incontrare l’autore il giorno 11 gennaio alle –ore -20.30, con la presentazione di Massimo Vattani. In parallelo al suo spettacolo teatrale “Orchidee”, in programma al teatro Argentina di Roma, dal 7 al 19 gennaio, il Nuovo Cinema Aquila proporrà un iter di proiezioni dei suoi film: Martedì 7 e Domenica 12 ‘Guerra’, Mercoledì 8 e Domenica 19 ‘Grido’, Giovedì 9 ‘La paura’, Venerdì 10, Sabato 11, Lunedì 13, Martedì 14, Mercoledì 15, Giovedì 16, Venerdì 17, Sabato 18, Lunedì 20, Martedì 21, Mercoledì 22  ‘Amore carne’. (2011, catalogato dal prestigioso giornale “Le Monde” fra i 5 migliori film dell’anno), ed infine “Sangue”(2013), vincitore del Premio Donchisciotte alla 66° edizione del Locarno Film Festival e la Menzione d’onore al  al Doclisboa Festival. Il film( in cui presenza dell’ ex-brigatista Giovanni Senzani, fra le menti che organizzarono il sequestro di Moro, ha suscitato polemiche ardue e di conseguenza ha alimentato la scintilla della fama) sarà in programmazione in esclusiva romana alle 19 e alle 21 dall’11 al 22 gennaio. Inoltre, Delbono incontrerà il pubblico in un confronto aperto presentato da Massimo Vattani nella giornata di Sabato 11 Gennaio alle 20.30. Seguiranno nei giorni successivi incontri durante i quali Delbono dialogherà con Fausto Bertinotti (Domenica 12 alle 20.00), Gianfranco Rosi, Leone d’oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013 (Venerdì 17 alle 22.00) e Padre Virgilio Fantuzzi della Civiltà Cattolica (Domenica 19 alle 20.15). La presenza dell’ ex-brigatista Giovanni Senzani(fra le menti che organizzarono il sequestro di Moro) ha suscitato polemiche ardue e di conseguenza ha alimentato la scintilla della fama.
Delbono si può definire come un regista eclettico ed originale, la cui arte fiorisce attraverso il dolore, o meglio come afferma l’artista, attraverso la trasposizione della mente e dello spirito in un tempo e uno spazio diversi da quello del dolore della vita.

“L’ arte fa sempre da contrappunto al dolore, lo trasforma in qualcos’altro” dichiara DelBono. Cinema e teatro come armi, non per combattere, ma per osservare da un gradino più alto, la morte e quindi la vita. Un’ arruffata allucinazione potrebbe essere l’ etichetta delle sue immagini, del suo pensiero. Un modo per ricapitolare e riaffermare la spiritualità e la religiosità dell’arte, un urlo a squarciagola fra l’ordine e la follia che ha catapultato questo eroe, (“forte di fama e di sventura” come recita Foscolo a proposito di Ulisse, e bagnato dalle lagrime della vita), nelle trame di un successo internazionale.

Di notevole rilievo per il pubblico e la critica è stato il coraggio di DelBono di girare un intero film per il cinema (“Paura”) con uno smartphone. Nonostante il grande interesse per le immagini nitide che tecnologie sempre piu piccole possono registrare, non bisogna dimenticarsi che un’ imagine cinematografica non e’ il semplice risultato di numerosi pixel o di un sensore potente. Bensì, ciò che noi chiamiamo frame nel Cinema(e questo trascende qualunque mezzo audio-visivo si utilizzi) e’ il risultato ben piu complesso di un organizzazione produttiva che applica la logistica e le strategie di marketing, e di un gruppo elitario di artigiani(dagli elettricisti, ai macchinisti agli aiuto operatori) che lavorano dipingendo la tela della fabbrica dei sogni.
Ma, un profondo riconoscimento spetta a questo regista per illuminarci una via nella profonda crisi morale che attraversa il nostro paese.

Dario Fuoco

 

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