Il DoppiAttore 2017 chiude alla grande e non si ferma

Recensione di questa nuova stagione dello spettacolo di Angelo Maggi e Vanina Marini al teatro Belli di Roma.

Si è conclusa la seconda edizione de “Il DoppiAttore”, e anche quest’anno è stato un grande successo.
Lo spettacolo teatrale dedicato al magico e misterioso mondo del doppiaggio, scritto, diretto ed interpretato da un grande veterano del settore come Angelo Maggi ha spesso e volentieri registrato il tutto esaurito, nonostante non abbia deciso di cambiare alcunché rispetto alle serate di un anno fa.

Così anche quest’anno abbiamo visto questo “attore raddoppiato” riprodurre in sala i suoi doppiaggi più famosi, come Tom Hanks in “Cast Away”, il commissario Winchester nell’episodio “L’appuntamento di Lisa col teppistello” de “I Simpson”, John C. McGinley in “Scrubs”, Mark Harmon in “NCIS”, e naturalmente Iron-Man, omaggiare Emilio Cigoli in “Giulio Cesare”, Oreste Lionello in “Mary Poppins”, e Renzo Montagnani ne “Gli Aristogatti”, e divertire ed interessare il pubblico con tanti aneddoti e siparietti decisamente comici, insieme alla giovane ma bravissima Vanina Marini.

Tale e quale show, allora perché la gente è corsa di nuovo a vederlo?
Per prima cosa, data la piccola capienza del teatro Belli di Roma(solo 150 posti, si spera in una location più spaziosa per il prossimo anno) molti lo hanno visto per la prima volta, mentre chi è tornato con piacere… lo ha fatto perché ama questo mondo.
Come si può un amante del doppiaggio annoiarsi nel sentire in rapida successioni, anche a distanza di poco tempo dall’ultima volta, voci come quella di Emilio Cigoli, Gualtiero De Angelis, Renato Turi, Giuseppe Rinaldi, Lyda Simoneschi, Tina Lattanzi, Carlo Romano, Ferruccio Amendola, Oreste Lionello e Massimo Foschi?
E poi, ogni serata è diversa, perché ogni ospite lo è.

Il top si è avuto nelle due domeniche. 9 ospiti il 5 marzo (8 membri del cast vocale di NCIS più Marina Tagliaferri) e 8 in quella di chiusura, lo scorso 12 marzo, in cui insieme ai protagonisti del Trono di Spade (e ne abbiamo anche intervistato uno, Mauro Gravina, qui il link all’intervista) è salito sul palco del Teatro Belli Alessandro Rossi.

Un Rossi come tanti, qualcuno potrà pensare, ma in realtà non lo è. Lui è la voce ufficiale di colossi del cinema come Liam Neeson e Arnold Schwarzenegger, ma anche dello spocchioso e cafone Zapp Brannigan in Futurama.
E dopo aver visionato in sala i momenti più emozionanti della sua carriera, il grande Alessandro, da sempre sensibile alla disinformazione riguardo a questo mondo (e non solo, in passato ha anche difeso i talent purché si tratti di veri attori e non persone scelte solamente per marketing).
Nessun doppiatore ha mai preteso che il suo lavoro fosse meglio dell’originale. Lui e tutti i suoi colleghi sono consapevoli del fatto che la voce principale è decisamente migliore della loro.
Il doppiaggio è un aiuto. Il cinema è un prodotto che punta alla massa, al mondo intero, e bisogna facilitarne la diffusione. Lo stesso discorso vale per le opere letterarie.

Onesto, e forse anche troppo modesto, visto che ormai molti, se non tutti, definiscono la voce di Ferruccio Amendola, Oreste Lionello e Tonino Accolla migliore degli attori originali, ossia Sylvester Stallone, Woody Allen e Eddie Murphy. Ma questa è comunque un’altra storia.

E come da copione, l’ospite non è intervenuto solo per un saluto. Ci ha regalato, in quanto ospite, forse lo spettacolo più bello da quando il sottoscritto ha assistito al DoppiAttore, doppiando per ben due volte una scena di un film inglese ambientato in una prigione. Prima attenendosi al copione originale ma poi ha detto (in maniera più colorita ad essere onesti) che a volta il suo lavoro è davvero noioso, perciò, perché non improvvisare?
Quindi ecco una versione decisamente romana e ignorante che ha fatto decisamente esilarare tutto il pubblico presente.

Fine dei giochi per questo 2017? No, il DoppiAttore avrà presto altre due tappe, al Teatro degli Arrischianti (Sarteano, SI) e al teatro Lumière di Firenze. Un’occasione per i non romani di conoscere, e magari apprezzare di più, il magico mondo del doppiaggio.

Valerio Brandi

 

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