Il mondo di Nermina

Il film di Vittoria Fiumi sulla storia di Nermina, scampata al genocidio avvenuto in Bosnia Erzegovina nel 1992

Il primo lungometraggio di Vittoria Fiumi, Il mondo di Nermina (Germania, Italia, Svizzera 2014) ha partecipato al festival Visions du Réel, nella sezione Helvetiques. Finanziato dalla Cineteca di Bologna e Intrigo Internazionale, il documentario aveva già vinto il premio Corso Salani come miglior film in sviluppo. È la storia di Nermina, scampata al genocidio avvenuto in Bosnia Erzegovina durante la guerra civile del 1992, che dopo un periodo vissuto come rifugiata in Germania, ha deciso di far ritorno al villaggio d’origine, Prhovo, per ritrovare tra le case abbandonate e i cocci ormai infranti, la sua identità perduta.

Ha dichiarato Vittoria Fiumi: «Non mi interessano gli eroi, ma le persone comuni passate attraverso esperienze straordinarie». Così Il mondo di Nermina racconta a partire dai dettagli, la vita quotidiana della protagonista, e delle sue due figlie Almedina e Melisa, e ci rende uno spaccato di vita “tagliato con l’accetta”, che si avvale di poche interviste, ma lascia parlare i gesti e gli sguardi. Intervallano la narrazione spezzoni di video amatoriali, datati 1995, lasciati in concessione a Fiumi da un privato.

Vittoria Fiumi, nata a Bologna nel 1980, è un’antropologa visuale diplomatasi alla University of Manchester (UK) con una tesi sull’identità etnica nei Balcani. Dopo aver lavorato diversi anni per Fandango Srl, nel 2010 ha fondato una sua casa di produzione, la Plinio Film, e nel 2014 la Fiumi Film, con sede in Svizzera.

Zelia Zbogar

 

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