Il regista Pierre-Yves Borgeaud ci porta in viaggio con Gilberto Gil

Viramundo. Un viaggio musicale con Gilberto Gil

Gilberto_GilIl regista Pierre-Yves Borgeaud, autore del documentario Return to Goree premiato alla 16° edizione del Pan African Film Festival di Los Angeles, ci porta in viaggio con una delle figure più carismatiche della nostra epoca: Gilberto Gil. Oltre a essere il grandissimo musicista che tutti conosciamo, co-fondatore del movimento del Tropicalismo, Gil è stato anche Ministro degli Affari Culturali in Brasile, nel primo governo Lula.
A guidarlo, nell’accettare e nello svolgere questo insolito compito per un artista che gira in maglietta, jeans e infradito è stato l’amore per il suo Paese e il desiderio che ciascuna delle diverse culture che formano la complessa identità brasiliana abbia la possibilità di esprimersi e di svilupparsi, perché, come dice Gil: “Le identità non sono cristalizzate, ma sono sempre in movimento.” Il viaggio di Gil comincia dal Brasile, dalla fine del suo mandato politico e si snoda per tre continenti: quello americano, quello australiano e, infine, quello africano. Gil visita le comunità indigene di Salvador, Sydney e Johannesburg per comprendere e confrontarsi con diversi modi di affrontare un problema che unisce queste tre comunità così distanti sulla cartina: il razzismo. Come ha affrontato ciascuna di loro l’emarginazione e il tentativo, fatto solitamente dai colonizzatori bianchi, di neutralizzarla? Gil visita scuole, comunità di ragazzi, orchestre giovanili, mondi in cui la musica è un fattore di riscoperta e di sviluppo della propria identità culturale.

viramundoCiò che più stupisce e meraviglia in questo viaggio è l’energia di Gil: un uomo capace di diventare parte di tutto ciò che fa. Che siano bambini aborigeni dell’Australia che ballano scalzi in riva a un fiume o un gruppo di giovani rapper australiani o un’orschestra di ragazzi bianchi e neri nel Sud Africa post Apartheid Gil canta con loro, suona con loro, diventa uno di loro. Più che il viaggio di Gil, che dopo un buon inizio assume un tono piuttosto retorico proponendo un’immagine bucolica del mondo indigeno, ciò che si apprezza in Viramundo. Un viaggio musicale con Gilberto Gil è la figura di Gil. I suoi occhi vispi, il suo sguardo vivace che non si lascia sfuggire nulla di ciò che avviene attorno. In questo viaggio si scopre una celebrità che non ha atteggiamenti da star, un artista che canta per tutti. Che il suo pubblico siano una ventina di bambini in un parco o una scolaresca in una palestra o la platea di un auditorium o la folla del carnevale di Salvador, per lui non fa alcuna differenza. Gil canta con lo stesso amore per tutti. E canta questa canzone: “La razza umana è una settimana di lavoro di Dio. La razza umana è la ferita aperta. Una bellezza. Un marcio la razza umana è fuoco eterno e morte. Morte e resurrezione.

Flaminia Chizzola

 

 

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