Il superstite: leggenda del mostro dell’oceano, dolore della perdita

il superstite film

Il superstite (titolo originale For those in peril) è l’opera prima del regista scozzese Paul Wright, presentato nella sezione “Settimana della Critica” dell’ultimo Festival di Cannes.

Il film è ambientato in un villaggio di pescatori nell’Aberdeenshire (Scozia), che viene sconvolto da un misterioso incidente avvenuto durante una battuta di pesca, in cui perdono la vita 5 persone. L’unico superstite del gruppo è Aaron (George MacKay), che non ricorda niente di come si siano svolti i fatti e che ha perso nella tragedia Michael (Jordan Young), il fratello maggiore a cui era profondamente legato.
Aaron riesce a condividere il suo dolore solo con due persone: sua madre Cathy (Kate Dickie) e Jane, l’ex fidanzata di Michael (interpretata da Nichola Burley). Alcuni degli abitanti del villaggio, fuorviati dal sospetto e dalla superstizione, arrivano invece addirittura ad emarginarlo, facendogli assurdamente pesare la sua condizione di unico sopravvissuto. Il vuoto lasciato dalla perdita del fratello (ricordato nel film attraverso numerosi flashback) sembra però essere per Aaron assolutamente incolmabile. La sensazione che Michael non sia davvero morto e che un giorno possa ritornare a casa, diventa per lui una vera e propria ossessione; Aaron si ritrova così, oramai abbandonato da tutti, a scegliere di tornare in mare aperto, convinto di poterlo ritrovare.

La caparbietà del protagonista del film è dovuta soprattutto a una leggenda raccontatagli da sua madre da bambino, che narrava la storia di un mostro che viveva nell’oceano e che aveva maledetto un villaggio di pescatori. Un giorno il mostro si era spinto fino a riva, e aveva ingoiato i bambini che abitavano nel villaggio e tutto il pesce del mare. Gli abitanti, addolorati e spaventati, erano inermi; solo un ragazzo, a cui il mostro aveva portato via i propri cari, aveva avuto il coraggio di andare a cercarlo e, dopo un lungo viaggio, era riuscito finalmente a trovare la sua tana. Il ragazzo era riuscito a salvare tutti coloro che erano stati imprigionati nella pancia di quell’orribile creatura (tra cui tutte le persone che aveva amato e perso), liberando così il villaggio dalla sua maledizione.

Paul Wright, regista e autore del film, ha dichiarato di essersi ispirato alla propria esperienza personale nella realizzazione della pellicola. Nato in un villaggio della Scozia dell’Est simile a quello di Aaron, da bambino aveva spesso sentito storie e leggende che ruotavano intorno al mare. Ispirandosi ad esse, Wright ha cercato di raccontare una storia che affrontasse il tema della morte e della sua difficile accettazione da parte di chi non è ancora adulto.

Il superstite si presenta come un film con una forte componente surreale. Le convinzioni e le azioni di Aaron, ormai ventenne, sembrano assurdamente e ossessivamente condizionate dalle storie ascoltate nella sua infanzia, e la conclusione (inaspettata) del film potrebbe sembrare del tutto grottesca, se analizzata razionalmente.

Per capire la visione del regista è richiesta una “lettura in chiave allegorica” del film da parte dello spettatore: il mostro dell’oceano rappresenta la disperazione e le paure con cui ci si deve necessariamente confrontare nel momento in cui si subisce la perdita di qualcuno che si ama; tornare in mare, alla ricerca del mostro, vuol dire scegliere di affrontare quelle paure piuttosto che lasciarsi travolgere da esse.

Il superstite sarà distribuito in Italia, contemporaneamente sia in sala che in rete (www.mymovies.it/live/film/), a partire dal 6 marzo. Sul sito mymovies la pellicola sarà presentata in un’anteprima gratuita (con una disponibilità limitata di 300 posti) mercoledì 5 marzo, alle ore 21.30.

 

Luisa Tumino

 

 

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply