La dolce arte di esistere: gli invisibili raccontati da Carlo Valli

Recensione del secondo film di Pietro Reggiani, che attraverso la sua breve commedia racconta i problemi della personalità inserendo un pizzico di cine-comic

Roberta e Massimo sono due bambini normali, e sarebbero rimasti tali se non fosse stato per…il loro genitori!
La prima non ha avuto da loro, in particolare dalla madre, nessuna vera attenzione. Ogni cosa che faceva alla madre sembrava non interessare, perché secondo lei uno deve fare le cose per se e basta, senza compiacere gli altri.
Massimo invece ha ricevuto fin dal primo giorno della sua vita troppi occhi addosso, e allo stesso tempo tante aspettative dai suoi genitori.
Come hanno reagito questi due ragazzi a questi trattamenti tanto diversi, ma entrambi decisamente estremi, e quindi sbagliati? Semplice, scomparendo.
Ma non in senso metaforico, ma proprio letteralmente.
Pietro Reggiani racconta questa storia nell’Italia che tutti conosciamo, se non per una cosa: le persone che scompaiono, diventando invisibili da un momento all’altro, non sono fantasia, ma persone con una malattia, chiamata invisibilità psicosomatica.

Il film del regista già conosciuto per “L’estate di mio fratello”, racconta dunque una storia sui disturbi dell’adattamento dei giovani attraverso un pizzico di fantasia, e molta ironia.
Merito soprattutto di Carlo Valli, narratore quasi onnipresente durante i 96 minuti del film, e se il suo nome non vi dice nulla, sicuramente riconoscerete subito la sua voce: è quella che ha doppiato in tanti suoi film l’indimenticato Robin Williams, un uomo che ci ha fatto ridere e commuovere allo stesso tempo, quindi una storia del genere risulta particolarmente efficace se raccontata da un doppiatore di tale spessore.

Nonostante la sua presenza, e quella di Anita Kravos (Talia Concept ne La grande bellezza), ma anche Francesca Golia e Pierpaolo Spollon, oltre a tanti altri nomi da rendere questo film un piccolo kolossal, esso sarà trasmesso solamente in due sale in Italia, a Torino e a Roma (precisamente al Nuovo Cinema Aquila per quel che riguarda la capitale).
Triste sorte per quasi tutti i film indipendenti. Si spera almeno che in futuro possa diventare un DVD, perché il lavoro di Pietro Reggiani non può rimanere davvero invisibile, al contrario dei protagonisti del film.

Valerio Brandi

 

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