La nuova regia di Rickman non convince

Il famoso professor Severus Piton firma la sua seconda opera, il film di costume Le regole del caos

 Alla sua seconda regia, il celebre attore inglese, noto per la sua interpretazione nella saga di Harry Potter nel ruolo del professor Severus, si cimenta in un film di costume.

La storia è di re Lugi xiv che si innamora di una artista, ma questa è già sotto gli occhi di qualcun’altra: nulla di nuovo, il classico film di costume, con una storia d’amore non corrisposto, dove una persona per dichiararsi deve fare venti giri di parole ed osannare la propria ricchezza per poi scoprire di essere povero d’animo e solo: ma di questo ne parlò il maestro Fincher con quel capolavoro di The Social Network in maniera molto più allettante ed appagante. Qui si esce con la sensazione di aver assistito ad un film realizzato in maniera frivola, dove gli unici spunti registi provengono dagli altri film di questo genere.

Le regole del caos si sarebbe potuta definire “bella” se fosse uscita venti anni fa, ma oggi purtroppo si inserisce in quell’ormai vasto panorama di film che si impolverano appena dopo l’uscita in sala. A dimostrarlo ci sono film come quelli di Joe Wright che, sebbene siano tratti da vecchi romanzi, riescono a parlare in maniera innovativa (vedi “Espiazione” o “Anna Karenina”).

La regia è anonima e non rimane altro che una fotografia interessante (girato in 35 mm) e una buona prova di attori. Ma ormai anche il film di costume viene sfornato con il suo stampino. Uno di meno.

Alessandro Bertoncini

 

You must be logged in to post a comment Login