La quinta onda: un’ondata post-apocalittica di noia

Recensione in anteprima del nuovo film con protagonista Chloë Grace Moretz, che nonostante il suo già ricco curriculum stavolta delude in maniera piuttosto evidente, insieme a tutto il film.

La Sony Pictures, sull’onda dei successi recenti di Twilight, Hunger Games e Divergent, ci prova anche lei con la trasposizione cinematografica di un romanzo per giovani adulti, scegliendo “La quinta onda” di Rick Yancey.
Ambientazione fantascientifica e post-apocalittica come gli ultimi due, una giovane donna protagonista come in tutti e tre, a cambiare stavolta è solo l’autore, di sesso maschile, cosa insolita in questo ramo dell’editoria negli ultimi tempi.
A dirigere il film ci ha pensato J Blakeson, alla sua opera seconda, che come protagonista ha scelto una giovane attrice ma già con tanti ruoli riusciti alle spalle, la bella e brava Chloë Grace Moretz.

In un America ideale, almeno per gli adolescenti, vive felice Cassie, una liceale con una famiglia perfetta e alle prese con le prime cotte giovanili. Tutto bello, finché un enorme black-out comincia a cancellare tutto il meglio della sua vita.
La colpa di tutto questo è degli “altri”, un gruppo di alieni che compare nell’immensità dei cieli come ai tempi di Independence Day, e ha dunque lanciato la prima onda, che ha disattivato tutti gli apparecchi elettronici.
Arriva a breve anche la seconda onda, una serie di terremoti e maremoti che devastano gran parte del mondo, ma mai quanto la terza onda, un’epidemia aviaria che uccide un enorme numero della popolazione mondiale.
In attesa di sapere cosa porteranno le nuove onde, i sopravvissuti si riuniscono, finché non arrivano i soldati ad aiutarli, annunciando che la quarta onda è cominciata, e si tratta dell’invasione aliena.
Alieni parassiti, che si intrufolano nel corpo umano per farne dei burattini.
L’unica speranza è eliminare l’ospite, e per farlo l’esercito comincia ad arruolare migliaia di ragazzini.
Cassie sfugge a questo arruolamento, ma il suo fratellino no, e così comincia il suo personale viaggio di maturazione in un mondo tanto diverso da quello che conosceva fino a poche settimane fa, per poterlo salvare da questi strani militari.

Questo è il succo della trama, leggibile fin dai primi minuti del film, non solo per via della scelta di utilizzare il racconto a ritroso, ma anche perché la storia appare sempre molto prevedibile, con altri cliché come il co-protagonista decisamente attraente e destinato a stare insieme a Cassie.
Se è colpa dell’autore del romanzo non possiamo dirlo, il sottoscritto non l’ha letto, e può dunque solo giudicare quanto visto sul grande schermo, e nonostante abbia molto apprezzato Divergent e soprattutto Hunger Games, “La quinta onda” è un film che non emoziona,
E a fallire è anche la protagonista, pure lei incapace di trasmettere qualcosa allo spettatore, nonostante, come affermato all’inizio, in passato ci abbia abituato a tante ottime interpretazioni, divertenti o strappalacrime, soprattutto in “Resta anche domani”.
È ancora presto per dirlo, tutto dipenderà dai risultati al botteghino, ma c’è una seria possibilità che non diventi mai una trilogia, che come “Eragon” resti bloccato al primo film, e non sarebbe neanche troppo sbagliato, visto che l’opera seconda di Blakeson riesce ad essere, sotto certi aspetti, anche peggiore di Twilight.

La quinta onda” sarà presente nelle sale italiane a partire da giovedì 4 febbraio 2016.

Valerio Brandi

 

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