L’arte della Felicità e le sonirità made in Napoli

CineFarm

Questa settimana si torna a parlare di Originial Sound Track e lo facciamo a proposito de “L’arte della felicità”, il film d’animazione che ha conquistato il pubblico dei giovani alla 70esima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia e stregato la giuria londinese del Raindance Festival 2013. Della pellicola abbiamo già parlato nello scorso numero, ma merita certamente un approfondimento anche la scelta musicale che accompagna il pianista/tassista Sergio  nei suoi percorsi  mentali e reali. Nei film d’animazione, infatti, si sa, la musica  gioca un ruolo strategico. E’ principalmente questa a dover conferire emotività, vitalità,  nonché effetto di realtà,  alla bidimensionalità del “cartone”. L’arduo compito è spettato ad Antonio Fresa e Luigi Scialdone (soci fondatori della casa di produzione del film, la mad Entertainment), le cui opere originali si alternano sapientemente a brani delle più giovani e dirompenti band del panorama indie napoletano, da Joe Barbieri ai 24 Grana, dalle nuove voci dei Foja, Gnut, Enthusiastics, Francesco Forni e  Ilaria Graziano (che dà anche la voce ad Antonia, il personaggio femminile principale) alle composizioni dei  Guappecartò e Luca Di Maio. Il risultato è una track list sorprendente che riempie di vita le animazioni di Alessandro Rak.  Un completo  made in Napoli,  ma lontano dal folklore;  anche quando non si tratta di musiche originali  tutto sembra scritto appositamente per fare da sottofondo alle struggenti emozioni del protagonista. Il tema principale dell’opera “i due fratelli “con le sue note cariche allo stesso tempo di malinconia e speranza è il vero suggello di una città all’apice del suo degrado ma in cui non ci si arrende nell’instancabile ricerca della rinascita: l’arte, appunto, della felicità.

 

Adriana Ruocco

 

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