Milena Canonero: una costumista da Oscar

Da Arancia Meccanica a Barry Lyndon, da Titus a Marie Antoinette, da La mia africa a Momenti di gloria

Il prossimo 22 febbraio, Milena Canonero, una delle più apprezzate costumiste italiane potrebbe conquistare il 4°Oscar della sua carriera, iniziata nel I97I, “debuttando”, in uno dei capolavori di Stanley Kubrick, “Arancia Meccanica”, i cui abiti grotteschi ed esasperati, nati dalla lettura del romanzo di Anthony Burgess e dalle visioni dello stesso Kubrick legate agli aspetti della nostra società, le hanno permesso di conquistarsi l’attenzione e la stima dell’industria cinematografica. Infatti da lì è stato un susseguirsi di creazioni e successi, sostenuti anche da una grande fiducia da parte dei numerosi produttori che hanno lavorato con lei, offrendole la possibilità di “creare” in una totale libertà artistica sempre nell’intento di tradurre con i suoi lavori artigianali, le idee e le visioni dei registi. Il primo Oscar arriva nel I976, quando realizza per Stanley Kubrick, i costumi per Barry Lyndon, traendo ispirazione dai più famosi quadri paesaggistici del XVIII° secolo, offrendo assieme alle scenografie di Ken Adam, un film fortemente visivo, talmente ricco di immagini e riferimenti estetici da farne la più ampia e rigorosa rappresentazione del Settecento che il cinema abbia mai prodotto. Il secondo Oscar arriva nel I98I, quando realizza per Hugh Hudson, i costumi per Momenti di gloria, laddove la sua minuziosa ricerca storica le permette di realizzare delle straordinarie creazioni, che ancora oggi vengono considerate un punto di riferimento per coloro che vogliono conoscere i costumi degli anni Venti. Il terzo Oscar arriva meritatamente nel 2006, quando realizza per la regista Sofia Coppola, i meravigliosi costumi per Marie Antoniette, dichiarando al momento della consegna dell’Oscar, di essersi ispirata ai colorati bignè e pasticcini che abbondavano sulle tavole dei saloni di Versailles allo scoppio della Rivoluzione Francese. Quest’anno con The Grand Budapest Hotel ha conquistato la sua 9a nomination agli Oscar, complice un’eccellente collaborazione con il regista Wes Anderson, con cui aveva già lavorato nel 2007 per Il Treno per Darjeeling, riuscendo ancora una volta a raccontare i mondi eccentrici e variopinti di questo straordinario regista che condivide insieme alla Canonero l’accurata ricercatezza storica, il rispetto per le simmetrie, il dichiarato amore per il cromatismo congiunte ad una coraggiosa invenzione creativa.

Danilo Canzanella

 

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