Moda mia: l’opera seconda di Marco Pollini

Recensione in anteprima del nuovo film del regista che ha esordito con “Le badanti”, e che conferma tra i protagonisti un grande attore versatile come Pino Ammendola.

Tra pochi giorni uscirà al cinema (si presuppone soprattutto in Sardegna) “Moda mia”, l’opera seconda di Marco Pollini, dopo il discreto successo della prima, “Le badanti”.
E anche qui troviamo una conferma, almeno nei nomi.
Pino Ammendola è di nuovo qui, a cercare di dare spessore e importanza al film non solo grazie al suo nome ma soprattutto al suo talento.

Siamo nella Sardegna dei giorni nostri, moderna, dunque, ma non per tutti. C’è chi ancora vive nella cultura retrograda, e costringe anche i propri figli a restare al suo interno, come Antonio (Pino Ammendola), che lasciato dalla moglie tratta male i suoi due figli Giovanni e Stella, costringendoli a badare agli animali della sua tenuta quando non vanno a scuola. Ma il figlio maggiore è molto più forte di quello che si pensi. Sogna di diventare uno stilista, di vestire le modelle più belle del mondo, e per realizzarlo è costretto a vivere una doppia vita. Quando la notte il padre dorme e non può fargli del male, si esercita nel cucire abiti amplificando dunque la pratica e la teoria scolastica. Ma per fare il colpo grosso deve fuggire da quest’isola per lui maledetta, e per andare a Milano, capitale della moda, ha bisogno di soldi, e se glieli desse proprio Berlusconi?

Film indipendente come molti se ne vedono ultimamente, “Moda mia” deve molto della sua importanza a Pino Ammendola. Attore veramente eccezionale, capace di interpretare alla perfezione il ruolo del cattivo nonostante sia nella vita reale una persona decisamente squisita e gentile. E la sua bravura da doppiatore fa si che sia in grado di dialogare perfettamente in sardo, nonostante sia napoletano di nascita.
Buona anche la prova di Francesco Desogus, ragazzino che nella realtà studia davvero per diventare stilista, come il suo personaggio, e in più abbiamo un cameo di una vera top model, Melissa Satta, reso unico da un gesto divertente di Ammendola.

Anche in questo caso si eccede nel principale errore per un film indipendente, cioè quello di provare a renderlo speciale inserendo per forza, o meglio, a forza, degli elementi mistici. E se creare una sorta di “angelo custode” omosessuale può essere una buona idea, non lo è affatto tutto ciò che riguarda il ritrovamento dei soldi. Peccato, visto che la storia di base (il risarcimento da parte di Berlusconi, una cifra di 600.000 € e non 900.000 come nel film) è decisamente vera.

“Moda mia” sarà presente nelle sale Italiane a partire da giovedì 23 marzo 2017.

Valerio Brandi

 

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