Oscar 2016: c’è chi esulta e chi è triste

A tre giorni dal termine dell’88ª edizione della cerimonia degli Academy Awards ecco un commento della serata sui vincitori e non solo

È la notte più magica per il cinema, da 88 anni.
C’è chi in Italia, e in altre parti del mondo lontane dall’America, aspetta con trepidazione la mattina successiva per sapere chi ha vinto, ma anche chi ha la fortuna e la possibilità di stare alzati tutta la notte e vedere le premiazioni live.
Come noi di Cinefarm, e anche stavolta dobbiamo ringraziare la possibilità di averla potuta vedere in chiaro.
Un anno fa con Cielo, oggi con Tv8. Come è andata questa serata? Partiamo dalle note dolenti.

La più grande delusione, per milioni, se non miliardi, di fan del cinema internazionale ha un nome e un cognome: Sylvester Stallone.
Non aveva ancora vinto nessuna statuetta, e molti pensavano che stavolta fosse quella buona, e per di più, venire premiati per essere tornato nei panni di Rocky Balboa, il ruolo che lo ha reso immortale, sarebbe stato un vero e proprio sogno.
Invece il Premio come Miglior attore non protagonista è andato a Mark Rylance.
Niente da ridire sulla sua interpretazione, davvero memorabile, anche di più dell’ennesimo ottimo lavoro di Steven Spielberg, ma vedere Stallone camminare quei gradini, magari con la colonna sonora di Rocky come sottofondo, sarebbe stata tutt’altra cosa.
Altro grande deluso della serata è sicuramente Star Wars.
Questo gran ritorno non solo cinematografico meritava almeno un riconoscimento, se non la colonna sonora almeno la statuetta come Migliori effetti speciali, che è andata, a grande sorpresa, ad Ex Machina.
Ultima nota dolente, almeno in parte, riguarda la conduzione della serata.
Era prevedibile fin da subito che sarebbe stato difficile, se non impossibile, fare meglio di Neil Patrick Harris, che quasi un anno fa ha fatto emozionare l’America e non solo con la sua performance, fatta di canzoni, balli ed imitazioni di Birdman.
Chris Rock non è stato pessimo, ma non molto convincente. È stato divertente, soprattutto quando ha mandato in onda il video-parodia su Migliori Film candidati interpretati da protagonisti dalla pelle nera, o quando ha fatto entrare le piccole scout per vendere biscottini, anche se in certi tratti il suo “umorismo pro-neri” è sembrato un inutile vittimismo, soprattutto pensando a ciò che ha ottenuto “12 anni schiavo” solo due anni fa.

Passiamo alle note positive, finalmente.
Una parola che si può usare per Leonardo DiCaprio: alla fine, ma proprio alla fine, ce l’ha fatta.
I meme su internet non finiranno, ma da oggi non potranno più prenderlo in giro per il fatto che non ha mai vinto un Oscar.
Grazie al duro lavoro in Revenant ha battuto avversari tosti ma stavolta non bravi quanto lui come Eddie Redmayne e Michael Fassbender, il giusto riconoscimento per una grande carriera, che però ha ancora molto da offrire. Quindi, chissà, ora che il più grande ostacolo è stato superato, magari vincere il prossimo sarà più facile.
Può del resto confermarlo Alejandro González Iñárritu, che riesce a portarsi a casa con il suo film il premio come Miglior regista, oltre a quello per la Miglior fotografia. Un Oscar in meno rispetto allo scorso anno, ma ci si può lamentare?
Non può essere minimamente deluso manco “Il caso Spotlight”, ed esulta il giornalismo d’inchiesta, con la speranza che torni a vivere nel mondo. La miglior statuetta della serata va a lui, insieme a quella per la Miglior sceneggiatura originale, con Michael Keaton che si ritrova dopo un anno a festeggiarli di nuovo, un’altra volta con lui come protagonista.
Per il sottoscritto meglio de “Il caso Spotlight” c’era solo Room.
La bellissima storia ispirata a un caso vero e diretta da Lenny Abrahamson vede la bravissima Brie Larson trionfare come Miglior attrice protagonista, ma il vero protagonista della serata, molto più di Chris Rock, è senza dubbio il giovanissimo Jacob Tremblay, che mostra la sua felicità in mezzo a tante stelle del cinema, e ha anche l’onore di annunciare il premio come Miglior cortometraggio, andato a Stutterer.
L’altra attrice a gioire è Alicia Vikander, che permette a “The Danish Girl” di vincere almeno un premio, mentre il riconoscimento che tutti aspettavamo era senz’altro quello per Ennio Morricone87 anni per il nostro compositore più famoso, lui si che ha visto finalmente realizzarsi un sogno, e per di più grazie al mondo che da sempre l’ha contraddistinto, il western, grazie alla colonna sonora per “The Hateful Eight”.
Molto bello è stato anche l’Oscar dato ad “Inside Out”, non tanto per il premio in sé, sicuramente il più scontato della serata, ma per gli annunciatori, non degli esseri umani ma nient’altro che Woody e Buzz, i mitici protagonisti di Toy Story.
Loro insieme ai Minions, grandi esclusi della categoria, hanno reso più colorata la serata, una serata che ha visto Mad Max trionfare per numero di statuette, ben 6, ma solo per i premi tecnici.
Il mondo del cinema si è trovato abbastanza spaccato su questo ultimo lavoro di George Miller, ma forse non c’è vero motivo di lamentarsi anche perché film di questo genere difficilmente arrivano così in alto.

Una bella serata, con tanti sorrisi e soddisfazioni, qualche lacrima per gli insuccessi, molti film inferiori di qualità rispetto allo scorso anno, ma è stata pur sempre una notte degli Oscar da ricordare.
In attesa dell’anno prossimo!

Ecco l’elenco completo:

Miglior film
Il caso Spotlight (Spotlight), regia di Tom McCarthy

Miglior regia
Alejandro González Iñárritu – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior attore protagonista
Leonardo DiCaprio – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior attrice protagonista
Brie Larson – Room

Miglior attore non protagonista
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)

Miglior attrice non protagonista
Alicia Vikander – The Danish Girl

Migliore sceneggiatura originale
Tom McCarthy e Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight)

Migliore sceneggiatura non originale
Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short)

Miglior film straniero
Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes (Ungheria)

Miglior film d’animazione
Inside Out, regia di Pete Docter e Ronnie del Carmen

Miglior fotografia
Emmanuel Lubezki – Revenant – Redivivo (The Revenant)

Miglior scenografia
Colin Gibson e Lisa Thompson – Mad Max: Fury Road

Miglior montaggio
Margaret Sixel – Mad Max: Fury Road

Miglior colonna sonora
Ennio Morricone – The Hateful Eight

Miglior canzone
Writing’s on the Wall (Jimmy Napes e Sam Smith) – Spectre

Migliori effetti speciali
Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst – Ex Machina

Miglior sonoro
Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo – Mad Max: Fury Road

Miglior montaggio sonoro
Mark Mangini e David White – Mad Max: Fury Road

Migliori costumi
Jenny Beavan – Mad Max: Fury Road

Miglior trucco e acconciatura
Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin – Mad Max: Fury Road

Miglior documentario
Amy, regia di Asif Kapadia

Miglior cortometraggio documentario
A Girl In The River: The Price Of Forgiveness – regia di Sharmeen Obaid-Chinoy

Miglior cortometraggio
Stutterer, regia di Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior cortometraggio d’animazione
Bear Story, regia di Gabriel Osorio Vargas

Valerio Brandi

 

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