Senza Lucio: la vita inedita di Lucio Dalla

Mario Sesti presenta un documentario molto ben curato sulla vita del cantautore bolognese, che trasmette molto più interesse e meno commozione nel ricordarlo

Mario Sesti è pronto a presentare al pubblico il suo nuovo documentario, quest’ultimo sul suo amico Lucio Dalla, prematuramente scomparso solo quasi tre anni fa. E come lo fa?
Con un rammarico dolce, perché vuole ricordare con piacere qualcosa, o meglio, qualcuno che è non c’è più.
Si parte con la fotografia, che ritiene la parte più importante di ogni immagine di repertorio, e anche perché la fotografia si vede così bene solo al cinema.
E in questo caso aiuta molto, perché se anche Lucio non è più tra noi, lui continua ad esserci nelle sue fotografie. E il resto?
La sua idea era di riempire i 90’ complessivi di qualcosa di inedito, così Lucio Dalla non viene raccontato dai soliti Pupi Avanti o Gianni Morandi, ma da persone sconosciute, o quasi. I suoi amici d’infanzia, la sua guida spirituale, i suoi colleghi che si sono ispirati a lui nel corso della loro carriere, breve o lunga che sia.
E tra questi c’è Renzo Arbore.

Il cantautore pugliese è stato tra i più importanti colleghi di Dalla, e delizia il pubblico della conferenza stampa di Roma con diversi aneddoti su di lui, come quando lo ha conosciuto a Sorrento, al Fauno Bar, ma anche ai bagni al mare, in cui rimase sorpreso da quanto fosse peloso.
Entrambi avevano la passione per il Jazz, che li spinse ad esibirsi anche a New York, e nella Grande Mela, una sera, poiché Lucio non aveva i calzini neri per suonare in un locale, di punto in “bianco” decise di pitturarseli. In poche parole, un’artista fuori ordinanza, come lo era Enzo Jannacci. Almeno per Arbore, che chiude con «Per fare musica nuova devi conoscere quella vecchia. Non puoi fare il rock se non conosci il Blues»

Il film è costato 100.000€, ed uscirà nelle sale italiane il 4 marzo 2015, giorno del compleanno di Lucio.

Valerio Brandi

 

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