Still Alice: Julianne Moore lotta contro l’Alzheimer

La recensione del film di Westmoreland, presentato al IX festival del cinema di Roma, che punta ai prossimi Oscar

Julianne Moore torna a Roma. Quattro anni fa era presente nella Capitale a ricevere il Premio alla Carriera proprio in una passata edizione di questo festival del cinema.
Oggi non è venuta lei fisicamente, ma ha regalato ai Romani, e a chi è venuto ad assistere al festival da fuori, un altro grande film con lei protagonista.
Presente era invece uno dei registi, Wash Westmoreland, che si augura che questo film possa finalmente regalare un Oscar alla Moore, perché, parole sue, lei è la più grande attrice vivente a non averlo ancora vinto.

Ma che film è “Still Alice”? Partiamo proprio dal titolo.
A un orecchio attento il binomio ne ricorda benissimo un altro, “still alive”, resta vivo. Quindi, in questo caso, gli autori del film hanno voluto far intendere la frase “resta Alice”.
Alice è una donna che ha tutto dalla vita. Un affascinante e affettuoso marito (Alec Baldwin), tre figli meravigliosi, e una grande carriera. Fa la professoressa di linguistica alla Columbia University di New York.
Le parole sono sempre stato il suo pane quotidiano, finché un giorno cominciano a…scomparire.
Una rapida serie di controlli, e arriva la mazzata che sconvolge tutto: ha una forma di Alzheimer decisamente precoce, per via dei suoi 50 anni d’età.
Da quel momento il resto della sua vita lo passerà nel cercare di restare lucida il più possibile. Marito e figli gli danno tutto il sostegno possibile, ma non è facile. Perdere la memoria, i ricordi, è come perdere la propria anima, e dimenticare tutto ciò che conosci ti fa vivere sempre di più nella tristezza, ma anche nella paura. E quindi Alice chiede a se stessa: è davvero necessario restare vivi quando si è in queste condizioni?

Wash Westmoreland ha voluto fare questo film perché vive ogni giorno una situazione simile. Richard Glatzer, l’altro regista di Still Alice e suo marito nella vita, è affetto da SLA, e comunica solo attraverso un computer. Leggendo il libro di Lisa Genova a cui si è ispirato il film, hanno visto molto dei problemi della protagonista in loro, nonostante le due malattie siano differenti.

Ma il film nasce non solo per questo, ma anche per aiutare la ricerca per la cura e la prevenzione dell’Alzheimer, che nel mondo non è molto supportata. E quale modo migliore per aiutarla facendola conoscere nei dettagli, così i due registi, oltre alla lettura del libro, hanno ricevuto aiuto dalle fondazioni che si occupano di questa malattia, così come sono state molto disponibili tutte le persone che hanno parlato dei loro problemi a cast e produttori, tra tutte una donna di 50 anni con cui Julianne Moore si è ritrovata per interpretare il suo personaggio. Oltre a lei e a Baldwin, grande è stata anche Kristen Stewart.

Anche se ha ancora addosso la fama di Twilight (i suoi occhi regalano sempre quell’espressione) Wash l’ha scelta perché la segue da “Panic Room”, ed è per lui onesta, anticonformista, e punta sempre dritta all’obbiettivo, oltre ad aver legato tantissimo con Julianne, per rendere ancor più vero questo film che, molto probabilmente, andrà ai prossimi Oscar.
Il film verrà distribuito negli USA a partire dal 16 gennaio 2015.

Valerio Brandi

 

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