Tanti volti nuovi in Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra

Recensione in anteprima sul sequel/reboot dedicato alle Teenage Mutant Ninja Turtles prodotto da Michael Bay.

Successo al botteghino, un po’ meno di critica, fu il “Teenage Mutant Ninja Turtles” del 2014 di Jonathan Liebesman.
Stavolta il produttore, tra gli altri, Michael Bay, sceglie Dave Green, alla sua seconda esperienza in un lungometraggio come regista, ma mantiene gli sceneggiatori del precedente film.

Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra” riparte da dove eravamo rimasti.
Shredder è al fresco, ma nonostante ciò i nostri eroi mutanti continuano a restare dietro le quinte, infatti hanno deciso, insieme ad April O’Neil (Megan Fox), di dare tutto il merito a Vern Fenwick (Will Arnett) della sconfitta del malvagio samurai corazzato.
Ma è un momento di calma apparente. Durante il classico trasferimento di prigioniero da un penitenziario all’altro, il Clan del Piede organizza la sua liberazione, e nonostante l’intervento dei ragazzi di Splinter, Shredder riesce a darsela a gambe, anche se non è tutto merito di Karai (Brittany Ishibashi) e del nuovo sottoposto dell’organizzazione Baxter Stockman (Tyler Perry).
Il gelido killer si ritrova al cospetto dell’alieno Krang, che gli propone di conquistare il mondo collaborando.
Un nuovo nemico per le tartarughe ninja, anzi, più di uno.
Grazie a un nuovo mutageno due perfetti criminali sconosciuti diventano un facocero e un rinoceronte.
Basteranno “quattro tartarughe per difendere la Terra” ?

Tanti volti nuovi in questo secondo capitolo, e la miglior sorpresa è il personaggio di Casey Jones.
Stephen Amell, star di Arrow nel ruolo del protagonista Oliver Queen/Freccia Verde, rende onore a Elias Koteas interpretando al meglio il giustiziere mascherato da giocatore di Hockey, epico nel sistemare i nemici con i dischi neri e simpatico al punto giusto.
Molto buoni anche i personaggi di Bebop e Rocksteady, mutanti dalla mente molto semplice e combina guai, come succedeva nella serie animata.
Nuovo è pure Shredder, Tohoru Masamune è sostituito da Brian Tee, e non sono le uniche novità sul personaggio.
Oltre a vederlo finalmente in volto, abbiamo un villain un po’ diverso, molto meno combattente in prima linea ma più “mafioso da scrivania”, deciso ad affidare agli altri lo sporco lavoro.
Conferme positive anche per Megan Fox, così come i 4 protagonisti mantengono l’ironia tipica dei loro personaggi, quindi preparatevi a divertirvi con le loro simpatiche battute.
Chi ci rimette è invece il personaggio di Splinter, a cui era stato dato molto e importante spazio nel 2014, mentre oggi si limita a restare ancor di più nell’ombra e a dispensare ogni tanto qualche filosofico consiglio ai suoi “figli”.

Dal punto di vista degli effetti speciali si è cercato di migliorarsi dal già maestoso primo film, con tanto di buco nero che altera lo spazio tempo, ma in questo caso si è finiti per fare una brutta copia della scena clou di “Avengers”.
Si potrebbe dire la stessa cosa dell’astronave di Krang, a prima vista molto simile alla Morte Nera di Star Wars, ma se uno va a ricordarsi la serie animata si accorgerà che la base strategica del piccolo e tentacoloso alieno rosa era molto simile all’ultima arrivata.
C’è meno adrenalina, mancano le “lacrime di preoccupazione”, meno emozioni in poche parole, come se questo film fosse solo di preparazione per un ben più avvincente terzo capitolo, che speriamo venga realizzato, perché la storia è tutt’altro che chiusa e c’è ancora bisogno di sentire “Cowabunga”!

Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra sarà presente nelle sale italiane a partire da giovedì 7 luglio 2016.

Valerio Brandi

 

 

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