The Iceman: l’assassino che amava la sua famiglia

Recensione in anteprima del film sulla storia di uno dei killer più letali della seconda parte del 1900, interpretato magistralmente da Michael Shannon

Può un uomo essere uno spietato killer, e al tempo stesso marito devoto e amorevole padre di famiglia?
Richard Kuklinski lo era, e anche se non è stato, e non sarà (purtroppo) l’unico, sicuramente è uno dei più famosi. Ha ucciso così tante persone che in tanti possono dare i numeri su di esse. E si è mai pentito? No, come si viene a sapere fin dall’inizio del film. Era un uomo di ghiaccio in tutto e per tutto.
Originario della fredda Polonia, così come gelida era stata la sua educazione, con un padre che ha portato alla criminalità entrambi i suoi figli maschi con i suoi metodi d’educazione decisamente brutali.
Ma anche a lui l’America ha dato a lui la sua opportunità. O meglio, la mafia italo-americana.
Prima grazie alla pornografia, per passare in poco tempo ad essere qualcosa di molto più pericoloso: un letale assassino per le famiglie malavitose di New York.
Un “lavoro” che gli ha portato fortuna finché non è stato arrestato. Con quei soldi ha potuto rendere felici l’ignara moglie e i suoi figli. Ma come è stato possibile tutto ciò?

Merito gran parte di Kuklinsky, che essendo appunto un Iceman era capace di nascondere tutto quanto a chi gli stava incontro, senza particolare sforzo. Perché per lui uccidere era solo un lavoro come un altro, un cinismo tale da non portargli alcun peso sulla coscienza, alcun incubo per il rimorso, ma anche di una società che per fortuna oggi sta scomparendo.
Ancora negli anni ’80 il ruolo patriarcale del marito in una famiglia era molto forte. Era “l’uomo di casa” a pensare al lavoro, e alla donna non era tenuto sapere cosa facesse. E anche la signora Kuklinsky si atteneva a questo cliché, anche per evitare di scatenare la rabbia di un marito che, almeno in famiglia, sapeva quasi sempre trattenersi.

Il film di Ariel Vromen si prende molte licenze poetiche per la realizzazione di questo film biografico: cambiano i nomi dei personaggi (Barbara Kuklinski diventa Deborah) così come i componenti della famiglia (nel film il killer ha due figlie, nella realtà due maschi e una femmina).
Tutto questo probabilmente per evitare ulteriore dolore ai personaggi reali ancora in vita, così come la scelta di evitare di mostrare tutti i particolari violenti che facevano parte del repertorio di Kuklinsky. A quelli semmai ha pensato Chris Evans, stavolta non Capitan America, ma più Leatherface, nei panni del complice del complice del polacco che lo aiuta a seviziare i cadaveri.
Il protagonista è invece rappresentato perfettamente da Michael Shannon, con uno sguardo glaciale che ricorda il vero killer, che durante gli anni di prigionia ha rilasciato molte interviste raccolte in documentari.
Ottima anche l’interpretazione di Winona Ryder nei panni dell’ignara moglie, mentre tra i colleghi mafiosi del protagonista non poteva mancare Robert Davi, attore sempre perfetto nella parte del cattivo, o al limite del duro.

The Iceman sarà nelle sale italiane a partire dal 5 febbraio 2015.

Valerio Brandi

 

Una clip del film.

 

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