The Nice Guys: la conferenza stampa

Cosa hanno detto i protagonisti dell’ultimo buddy movie Hollywoodiano alla stampa romana.

Al The Space Cinema Moderno di Roma, il giorno dopo un grande Red Carpet a Piazza Repubblica, hanno parlato alla stampa i protagonisti del nuovo buddy movie “The Nice Guys” (qui la recensione del film), cioè il regista Shane Black, il produttore (storico, andate a guardarvi il suo curriculum) Joel Silver, e gli attori Russell Crowe e Ryan Gosling.

P1020823La prima domanda riguarda il finale del film (potreste ricevere un piccolo SPOILER, quindi se volete passate subito alla seconda), cioè sul fatto che alla fine i due protagonisti ottengono una sorta di vittoria di Pirro, e Shane Black risponde così:
«The Nice Guys ha un finale dolce/amaro, e questo è un elemento già visto nella vita cinematografica di Russell. Non si vince davvero, ma si ottengono piccole vittorie, del resto, anche Il Gladiatore finisce un po’ così, visto che muore. Ha una pace un po’ incerta»P1020821

Poi è stato il turno di Russell Crowe, che per parlare del suo personaggio ha riassunto brevemente la sua carriera:
«La bellezza del lavoro di attore è interpretare ruoli che cambiano continuamente. Prima i registi erano più vecchi di me, ora succede spesso il contrario. Se riesco ad entrare nella storia del personaggio lo interpreto, ma mi diletto a fare anche altro, come a suonare nella mia band»

E a Ryan Gosling una prima domanda simpatica, se si sente a suo agio come sex symbol del momento ad Hollywood, e lui ha risposto di «Si», e questo ha generato un simpatico siparietto tra i due attori protagonisti.
Russell Crowe ha detto di aver conosciuto Ryan attraverso la serie Tv “Young Hercules”, e Gosling ha risposto che ha cominciato a sentirsi sex symbol una volta saputo tutto questo.

Poi si è tornati alla serietà, a parlare di Buddy Movie nel vero senso del termine.

Naturalmente è stato chiesto loro a quale coppia comica/d’azione del passato si sono ispirati, Gosling ha risposto «A nessuna, perché grazie al regista e alla sceneggiatura da lui ci siamo concentrati su questa coppia del tutto nuova».P1020812
Stesso pensiero per Crowe, anche se ha voluto comunque omaggiare i grandi due del cinema, come Bob Hope e Bing Crosby, Stanlio e Ollio e Gianni e Pinotto, e che c’è un riferimento a L.A. Confidential, non solo per la presenza di Kim Basinger, con cui «È stato bello lavorarci di nuovo»

Un’altra domanda a Shane Black ha guardato il ruolo delle donne nel film, molto importante, perché
«Rispettano la tradizione dei film noir, con il ruolo forte e determinante, anche se questo film è una vera favola, abbiamo Pinocchi e Unicorni, e donzelle in difficoltà da salvare»

A Russell Crowe viene anche chiesto com’è tornare a fare solo l’attore dopo le precedenti esperienze da regista, e lui ha risposto che «Mi sono sentito più a mio agio sul set quando ero regista. E sui lavori futuri dipende sempre da quello che mi viene offerto, io cerco sempre di diventare il pittore Tiziano, il cinema del resto è un’arte. E siccome Ryan è stato Hercules spero che per me faccia il giovane Cesare»

P1020820Sul rapporto tra i due sul set, Russell ha detto che «Vedere Ryan con quale serietà lavorava è stato molto bello. Insieme abbiamo affrontato molti punti della trama, anche perché abbiamo avuto molta libertà dal regista. Lui si fidava di noi. Posso anche dire che ci vuole la stessa fatica per interpretare un film drammatico e comico».

L’Hollywood di oggi sembra non avere più idee.
Troppi sequel, reboot e remake, almeno secondo alcuni, ma non secondo Ryan Gosling, perché
«Non ho problema con remake e sequel, l’importante è come vengono fatti. Adoro Blade Runner e presto comincerò a lavorare al sequel, e sono contento, perché da ragazzino li amavo, mi consentivano di poter visitare di nuovo certi mondi. Una cosa simile succede con le serie Tv, che ti permettono di andare più a fondo nella storia».

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Russell Crowe ha voluto chiudere dicendo anche lui la sua su questo argomento, facendo notare che
«Mentre nel teatro non c’è problema se un attore fa lo stesso personaggio Shakespeariano interpretato anche da altri, nel cinema non è così. Si cerca sempre di fare qualcosa di nuovo, almeno è questo ciò che vuole il pubblico, ma io non ho problemi ad interpretare ruoli già fatti da altri, come Jor-El nel reboot su Superman. L’importante è vedere i personaggi dal punto di vista di “A Beautiful Mind”».

Valerio Brandi

 

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