The Road Called Life: nuovo film per Ahn Jae-Hoon e Han Hye-Jin

Dopo il riuscitissimo Green Days – Dinosaur and I, Ahn Jae-Hoon e Han Hye-Jin tornano a Bologna con la loro opera seconda: The Road Called Life

Ahn Jae-Hoon e Han Hye-Jin di ritorno a Bologna con la loro opera seconda: The Road Called Life, dopo il successo di critica avuto nel 2011 con il sentitissimo e riuscitissimo Green Days – Dinosaur and I. I due registi coreani (in concorso al festival bolognese), cambiano completamente il registro narrativo e costruiscono una pellicola ad episodi (3), nei quali la tradizione coreana si mischia alla vita di un pugno di esseri umani, in bilico costante fra incertezza, sentimenti e speranze disattese. Dei racconti brevi che abbracciano le stagioni climatiche e, di concerto, quelle umane. Tre scorci quindi, desiderosi di circoscrivere un momento preciso dell’antologia del proprio paese. Il primo, When the Buckwheat Flowers Bloom, è il più poetico, dei mercanti stanno lavorando in un villaggio, nel quale uno di essi (il più anziano), molti anni prima, ha toccato con mano l’amore. Incontrando una ragazza che non ha più rivisto dopo quella volta. Il racconto di lei e di come l’ha incontrata e cercata, accompagna lo spostamento dei tre viandanti, in una notte stellata che pare fatta per il ricordo ed il rimpianto. L’episodio successivo – Spring Spring – è, sicuramente, il più leggero. Un giovane uomo, un bracciante agricolo, lavora alacremente con la promessa, fattagli dal mezzadro, di dargli in sposa la giovane figlia. Promessa disattesa, sempre, con una nuova scusa. L’ultimo, A Lucky Day, e più triste, ha come protagonista un guidatore di risciò con a casa una moglie malata ed un bambino. L’uomo si ammazza di lavoro per sostentare la moglie malata ma, in casa pare un’altra persona, sempre pronto a vessare ed inveire contro di lei. Un giorno la ruota lavorativa pare girare, facendogli guadagnare un bel po’ di soldi, ed in quel momento, nel momento in cui tutto dovrebbe essere chiaro nel suo da farsi, qualcosa muta.

The Road Called Life è un bel momento di animazione, che la scissione in episodi un po’ penalizza, non intaccando però la grazia del tocco registico e la cura dei dettagli. Ahn Jae-Hoon e Han Hye-Jin scelgono di raccontare la propria terra e la propria società, attraverso un tempo che non c’è più. Presente e passato si mischiano, tratteggiando con forza una istantanea sulla Corea, in una società che cambia, come il vento che sconquassa le vite di ognuno di noi.

Marcello Papaleo

 

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