The Unknown Known

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Le verità di Donald Rumsfeld

Ci sono fatti noti, fatti che dovrebbero essere ignoti ma che sono conosciuti, fatti sconosciuti che rimangono sconosciuti, ed infine gli “unknown known”, ovvero i fatti che si crede di conoscere, fino a quando non si scopre che non è così. The Unknown Known è il titolo del documentario di Errol Morris, un’ intervista lunga quasi due ore a Donald Rumsfeld, ex Segretario della Difesa americana sotto la presidenza di Gerald R. Ford prima e George W. Bush dopo, che ha terminato il suo servizio al governo nel 2006, tradito da una guerra in Iraq che era sempre più difficile chiamare vittoria e dallo scandalo delle torture inflitte da soldati Usa a prigionieri di guerra iraqeni. La figura che emerge dall’intervista è complessa, una persona diversa da quella dipinta dai giornali, il “falco” che spinge a tutti i costi per una serie di conflitti che mantengano gli Stati Uniti egemoni del mondo. Una persona che definisce Pearl Harbor “una mancanza di immaginazione” da parte degli analisti militari, la guerra del Vietnam “la tragica e annunciata conclusione di una decisione sbagliata”; una persona che consiglia il presidente Reagan, per il quale è inviato speciale nel Medio Oriente, a “smettere di usare le truppe americane come poliziotti del mondo” in quanto gli Stati Uniti sono un bersaglio troppo grande, e perché “entrare in certe situazioni è più facile che uscirne”. Una netta contraddizione con la politica aggressiva messa in atto da quell’amministrazione Bush di cui lui faceva parte. Una persona ossessionata dalle parole e dal loro significato, che inonda di memorandum i propri collaboratori e che riscrive i comunicati stampa più volte, consultando il dizionario del Pentagono: “ci sono parole che aiutano il nemico, e parole che colpiscono il nemico”.

Un sopravvissuto a diverse lotte di potere alla Casa Bianca, l’ enfant prodige della politica statunitense, il più giovane Segretario della Difesa di tutti i tempi, sconfitto solo da quel Bush Senior che divenne poi Presidente e padre di un altro Presidente. Rumsfeld è sempre sicuro di sé, non dice mai: “Abbiamo sbagliato”. Quando Morris gli chiede della sua “mania” per l’ Iraq, risponde che lui non ha manie, che il suo approccio è freddo, misurato; “non volevamo un arsenale nucleare in mano a Saddam Hussein”. Alla giornalista che durante una conferenza stampa gli chiede perché attaccare l’ Iraq pur non avendo nessuna prova dell’esistenza di armi di distruzione di massa in mano al dittatore risponde: “La mancanza di prove non è una prova della mancanza di armi”.

Chi è quindi Donald Rumsfeld? Uno statista convinto della bontà delle proprie scelte e del fatto che un giorno la Storia, quella con la S maiuscola, glielo riconoscerà? Un politico che ha cavalcato l’ onda di rabbia causata dall’ 11 Settembre spingendo per una politica aggressiva che potesse ristabilire la grandeur militare statunitense? Un capro espiatorio dell’amministrazione Bush, che doveva dare una testa in pasto alla stampa e al mondo? Gli storici un

giorno daranno la risposta, e per farlo avranno certamente il documentario di Errol Morris tra le loro fonti di studio. Il documentario alterna inquadrature di Rumsfeld prese durante l’ intervista con numerose fotografie e filmati d’epoca, per coinvolgere al meglio lo spettatore, impreziosite dalle musiche di Danny Elfman (vincitore di quattro nomination agli Oscar).

The Unknown known è stato presentato alla 70esima edizione dell Mostra del Cinema di Venezia e verrà proiettato dal Nuovo Cinema Aquila di Roma da Giovedì 16 a Venerdì 22 Gennaio.

Alessandro Vardanega

 

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