Tornano i Pirati dei Caraibi con la vendetta di Salazar

Recensione dell’ultimo capitolo della saga nata dall’attrazione dei parchi tematici Disney, un film convincente grazie a camei, ritorni, e al passato di Jack Sparrow e Barbossa.

Torna oggi al cinema una delle saghe cinematografiche più fortunate della storia del cinema.
Siamo già al quinto capitolo dei Pirati dei caraibi, e la scena dopo i titoli di coda (meglio dirlo subito, così non lascerete il cinema troppo presto) e le già buone impressioni del CinemaCon di Las Vegas dello scorso 28 marzo fanno presagire un sequel. E chissà, magari anche un settimo, per emulare (almeno in quanto ad anni) Harry Potter.

Motivo di tanto successo e tanta attesa nonostante l’ultimo capitolo (Oltre i confini del mare) sia alla fine risultato come il peggiore della saga?
Perché ognuna di esse ha sempre un’ancora di salvataggio, e questa si chiama Johnny Depp. Ormai il suo Jack Sparrow è un personaggio entrato nella storia del cinema a tutti gli effetti, finché ci sarà lui, la Perla Nera non affonderà mai veramente!
E nonostante il canovaccio sia sempre lo stesso (qualcuno vuole ucciderlo per vendicarsi di qualcosa) continua, seppur tra alti e bassi come già accennato, a funzionare.

La nuova storia però non comincia con lui ma con Henry Turner.
Avevamo conosciuto il figlio di Will (Orlando Bloom) nella scena dopo i titoli di coda di “Ai confini del mondo”. Ora scopriamo che al ragazzino non basta più vedere il padre una volta ogni dieci anni, così va in mezzo all’oceano a cercarlo. E quando ritrova l’Olandese Volante, scopre che quest’ultimo sta iniziando a corrompere l’aspetto del padre, e che per liberarlo ha bisogno del Tridente di Poseidone, capace di spezzare qualunque maledizione marina.
Passano gli anni, Henry diventa adulto, e viene a contatto con il famigerato, o meglio, sempre più decaduto, pirata Jack Sparrow, che non è riuscito a liberare la Perla Nera dalla bottiglia ed è sempre di più al verde.
L’incontro con il figlio del suo vecchio amico segna dunque la nascita di una nuova avventura, che non vede soltanto la partecipazione di vecchi elementi come Joshamee Gibbs (Kevin McNally) ed Hector Barbossa (Geoffrey Rush) ma anche di Carina Smyth, donna razionale e di scienza che si ritrova a suo malgrado in un mondo dominato dal sovrannaturale, con la minaccia di Armando Salazar (Javier Bardem), la nuova nemesi mistica di Sparrow.

Non è solo la presenza del premio Oscar per “Non è un paese per vecchi”, o dei giovani nuovi volti Brenton Thwaites e Kaya Scodelario (interpreti in Maleficent e Maze Runner), o il ritorno di personaggi cult della saga come Will Turner e Elizabeth Swann a rendere “La vendetta di Salazar” migliore non solo del precedente, ma forse secondo solo a “La maledizione della prima luna”.
La coppia di registi Norvegesi Joachim Rønning e Espen Sandberg (Bandidas e “Kon-Tiki”), insieme allo sceneggiatore Jeff Nathanson (The Terminal) ci mostrano elementi nuovi interessanti riguardo al passato sia di Jack Sparrow che Barbossa. Con il primo vediamo finalmente la nascita della leggenda, di colui che, nonostante i suoi modi strampalati, è riuscito a farsi temere e odiare da intere generazioni di pirati e non solo, mentre del secondo ci viene mostrato il suo lato più umano sotto quella dura scorza da pirata, così da far diventare “La vendetta di Salazar” il capitolo più commovente della saga.
Non mancano i camei. Se Keith Richards era il padre di Jack Sparrow, Paul McCartney come poteva non essere lo zio? Così saranno soddisfatti tutti, chi ama i Beatles o i Rolling Stones, od entrambi.
Altro punto di forza di questo nuovo film è senz’altro il doppiaggio, con i fedelissimi Fabio Boccanera, Pietro Ubaldi e naturalmente anche Massimiliano Alto insieme al “nuovo” Roberto Pedicini nel ruolo di Salazar.

Appuntamento dunque al prossimo capitolo, botteghino, e Johnny Depp, permettendo.

Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar” è presente nei migliori cinema Italiani da mercoledì 24 maggio 2017.

Valerio Brandi

 

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