Un minuto de silencio e la politica boliviana

Siamo stati all’anteprima italiana del film di Ferdinando Vicentini Orgnani, presentato sabato scorso al cinema Beltrade di Milano

Il documentario di Ferdinando Vicentini Orgnani racconta l’evoluzione della politica in Bolivia negli ultimi 15 anni. In particolare ridimensiona la figura del presidente Evo Morales, al potere dal 2006 e rieletto il 12 ottobre per un terzo mandato. Il primo Capo di Stato indio della Bolivia in oltre 500 anni dalla conquista spagnola ha definito la sua vittoria “un trionfo per gli anti-imperialisti e anti-colonialisti”. Eppure il suo programma di indigenismo socialista ha riscosso approvazione anche in Occidente e i media di tutto il mondo lo hanno definito un riformatore, attento al welfare e ambientalista. Un minuto de silencio va oltre il primo piano dell’apparenza per scoprire una realtà differente. Orgnani, arrivato in Bolivia nel 2008, ha svolto una lunga ricerca sul campo. In 5 anni ha intrapreso 9 viaggi e con il passare del tempo ha maturato una posizione critica nei confronti di questo miracolo latino. L’idea iniziale era di documentare il cambiamento politico dalla legislatura di Gonzalo Sánchez de Lozada, terminata con il suo esilio forzato nel 2003, alla nuova era Morales. Mentre l’ex presidente era considerato corrotto e filo-americano, il secondo ha incarnato la rivincita indigena sul neo-colonialismo. Orgnani incontra de Lozada, che vive a Washington dal 2003, per ripercorrere i momenti cruciali del suo mandato. Finisce per rivalutarlo, almeno nelle intenzioni. Ha detto il regista: «Ci sono stati molti cambiamenti di programma e prospettiva durante il percorso. Dall’entusiasmo di una rivoluzione socialista che avrebbe consegnato il potere nelle mani di un indio, sono passato alla preoccupazione per la deriva dittatoriale del Paese. Io stesso mi sono sentito un oppositore minacciato dal regime. Così se nei primi viaggi avevo una piccola troupe locale, quando l’oggetto specifico delle mie indagini si è fatto più sensibile, ho finto di essere un turista con una buona telecamera a seguito». E il documentario assume i tratti di un avventura. Il regista procede per tentativi e segue i vaghi contatti attraverso la zona d’ombra del dissenso. Le rivelazioni sono tante. Il governo di Morales è ambientalista, ma promuove lo sfruttamento dei territori amazzonici tra la Bolivia e il Perù. Concede la terra ai Cocaleros, i coltivatori tradizionali della pianta della coca, ma solo per ingrassare il narcotraffico. Rappresenta un’emancipazione storica del popolo indigeno, ma ha represso con violenza le sue recenti proteste contro la costruzione di un autostrada nel Parco Nazionale Isiboro Sicuré.

Un minuto de silencio è stato presentato al São Paulo IFF e ha partecipato al Oaxaca FF. In Bolivia è stato proiettato in diverse sale, ma difficilmente avrà una vera e propria distribuzione. In Italia sarà al cinema da novembre. Orgnani ha prodotto molti film e documentari tra cui il Nastro d’Argento Viva Zapatero, 2005, diretto da Sabina Guzzanti ed il suo film più recente Draquila – L’Italia che trema, 2010, selezione ufficiale al Festival di Cannes. È il co-sceneggiatore di Certi Bambini, 2004, diretto da Antonio e Andrea Frazzi vincitore del Crystal Globe al Karlovy Vary Festival e del Fassbinder Prize agli European Film Awards. Tra i suoi film ricordiamo Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni, 2003, e Vinodentro con Giovanna Mezzogiorno, attualmente in sala.

Zelia Zbogar

 

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