Un resoconto dalla Festa del cinema di Roma

Si è conclusa il 24 ottobre la 10a edizione della Festa del cinema di Roma che ha visto Angry Indian Goddesses di Pan Nalin vincitore del premio del pubblico.

Si è conclusa sabato 24 ottobre la 10ma edizione della Festa del cinema di Roma che, quest’anno, ritorna alle sue origini e, quindi, a chiamarsi Festa. Nessuna giuria di addetti ai lavori, nessun concorso, ma una selezione ufficiale ed il premio al miglior film, per quanto la cosa sia discutibile, è dato dal pubblico.
Aperto da Truth, thriller politico diretto da J.Vanderbilt che confeziona il film con un ottimo stile visivo che ricorda quello del suo collega Fincher, ma che lascia troppo spazio al patriottismo, il festival ha ospitato alcuni ottimi film che hanno già fatto parlare di sé in altri festival importanti: il bellissimo “The Whispering Star” di Sono, opera formalista che filosofeggia sull’essere dell’uomo, il nuovo Baumbach di Mistress America, divertentissimo college-movie e coming of age che strizza l’occhio ad Allen con dei personaggi dai tratti carnevaleschi, Paul Thomas Anderson che segue J.Greenwood Jununsino in India per fare un diario del suo ultimo album e, come tutti i film del grande regista californiano, è dotato di una immensa forza trascinante, e ci si diverte a vedere le sue provocazioni visive.
Il film che però ha lasciato di stucco tutti quanti è stato “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Mainetti, già noto per i suoi lavori da attore,  qui realizza un comic movie dove i superpoteri nascono dagli abissi di una Roma assediata da scontri politici, disagio sociale e crimine, conciliando il divertimento puro con una forte dose di intelligenza ( da non perdere le citazioni ad “il segreto dei suoi occhi ” e ” il cavaliere oscuro”). Un Luca Marinelli pazzesco.
L’unico riconoscimento della Festa è andato, invece, ad Angry Indian Goddesses di Pan Nalin, che ha vinto il Premio del Pubblico BNL della decima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Non sono mancati i problemi tra accreditati e personale di sicurezza in quanto l’organizzazione dello spazio a sedere non era ben gestito ed alcuni del personale di sicurezza sono ricorsi addirittura a minacce.
Nonostante questo, il primo anno del prof. Antonio Monda, quale direttore artistico, si è rivelato comunque buono, considerate le circostanze, e ha riservato un meraviglioso regalo alla fine con il bellissimo “Legend”.

Alcuni film del festival da non perdere in sala:

Junun– P.T.Anderson

The Whispering Star – S.Sono

Carol– T.Haynes

Mustang – D. Erguven

Legend – Helgeland

Granma – P-Weitz

Hitchcock/Truffaut– K. Jones

Microb et gasoil – M.Gondry

Alessandro Bertoncini

 

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