I giorni della vendemmia

È il 1984 e siamo in una provincia rurale emiliana, intrisa di socialismo e cattolicesimo nostrano. È il tempo del raccolto nelle campagne. Elia ha sedici anni e vive con i genitori e la nonna in una vecchia casa rurale. La sua è una famiglia fortemente contraddittoria da un punto di vista ideologico: il padre marxista e la madre una fervente cattolica.
Nel vigneto accanto alla casa di Elia arriva Emilia, una giovane donna che decide di tornare in campagna per scrivere la tesi e di guadagnare qualcosa lavorando al raccolto. Questa rivoluziona la vita di Elia.
Nello stesso periodo torna anche Samuele, figlio primogenito della famiglia, che lavora come giornalista musicale.
Elia e Samuele rappresentano i figli di una provincia disorientata e contraddittoria, e mostrano i due volti della loro generazione.
Questa breve descrizione sta a ricordare I giorni della vendemmia, film d’esordio di Marco Righi, giovane regista emiliano che nel 2006 aveva realizzato un’opera prima nel campo dei documentari (curandone anche la fotografia), insieme a Cosimo Bizzarri: Abbasso il duce.
Prodotto nel 2010 da Ierà, I giorni della vendemmia ha ricevuto diversi premi nazionali e internazionali.
Un buon lavoro di comunicazione web sta mantenendo vivo questo film che continua ad essere proiettato in occasione di rassegne ed eventi (consultabili dalla pagina fb ufficiale del film) e che risulta essersi guadagnato un suo pubblico. Attualmente il film è in proiezione fino al 2 ottobre al cinema Il Piccolissimo di Ciampino (RM).

 

Rita Russo

 

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