Zadoc: documentari al Forte Fanfulla

Dal 4 al 27 marzo 2014 riparte a Roma, al Forte Fanfulla, Zadoc, una rassegna cinematografica di documentari organizzata da ZaLab, associazione che da anni si occupa di “ricercare” e valorizzare quei documentari che con grande coraggio offrono degli sguardi inediti sulla realtà.

Tali documentari, non sono solo il frutto del percorso individuale di ogni singolo autore, ma anche e soprattutto frutto di laboratori di video partecipativo con chi solitamente non si esprime con il linguaggio audio-visivo. In genere questi documentari sono capaci di raccontare la marginalità di oggi attraverso uno sguardo attento sui conflitti sociali e interpersonali che segnano ogni aspetto della vita quotidiana.

paneavitaQuest’anno il comune denominatore delle opere che saranno presentate è il concetto di evoluzione che, paradossalmente, nella società di massa diventa involuzione, e dietro il progresso dei costumi, della comunicazione, e dell’integrazione si annida il vuoto dell’individuo. Infatti, Il pane a vita di Stefano Collizzoli esplora proprio questo aspetto seguendo per un inverno la vita quotidiana di tre operaie in cassa integrazione, raccontando dunque il tramonto, ormai definitivo, di un modello di lavoro e di società, e il vuoto che ne segue. Sulle conseguenze di questa involuzione “mascherata” si muove il documentario Atlantis di Massimo Ferrari che racconta la più lunga occupazione femminile nella storia italiana, quella dello stabilimento tessile Tacconi Sud di Latina, la cui dura resistenza, durata 543 notti, diventa il pretesto per fotografare un’Italia “stanca e affannata” che in una disperata e silenziosa resistenza cerca di sopravvivere alla crisi non solo economica, ma anche ideologica fatta di diritti e doveri. Sulla stessa scia ma cercando di esplorare gli effetti dell’integrazione della comunità Rom saranno presentati Terra promessa e Container I58, quest’ultimo di Stefano Liberti ed Enrico Parenti, cerca di raccontare la condizione di un piccolo microcosmo Rom presente sul territorio romano, in cui la loro vita è “schiacciata” nelle dure regole del nomadismo fatto di espedienti: cercando nei resti della città che li ospita, qualcosa di utile e prezioso da barattare.
INDEBITO_Vinicio-Capossela-e-Andrea-Segre-foto-di-Simone-Falso-C-2013-ITACADunque l’integrazione e il razzismo, la tolleranza e l’incomprensione fanno da punti cardinali di una storia dal forte impatto narrativo. Altro documentario interessante è Indebito, che Andrea Segre ha realizzato insieme a Vinicio Capossela sul genere musicale del rebetiko, una forma particolare di blues nato in Grecia, che da sempre ha rappresentato nei versi delle canzoni una forma di opposizione al potere politico, quasi come una specie di ribellione sotterranea al conformismo passivo della società civile. Dunque in questo documentario la musica diventa il mezzo per misurare “il debito culturale” dell’Europa verso la Grecia, sempre più abbandonata a se stessa e ai propri sbagli.

Ecco di seguito il programma ufficiale della rassegna Zadoc:

nell’ambito di ANDREA SEGRE PRESENTA

 4 marzo 2014

Ore 19:30

La Prima Neve (A. Segre 2013, 105′)

Presentano il film Andrea Segre e Marco Pettenell

5 marzo 2014

Ore 18:30

Andrea Segre presenta presenta con Flore Murard-Yovanovitch DERIVE. Piccolo mosaico del disumano, di F. Murard-Yovanovitch

a seguire

Ore 19:30

La Prima Neve (A. Segre 2013, 105′)

nell’ambito di CI CHIAMANO ZINGARI

11 marzo 2014

Ore 19:30

Container 158 (S. Liberti e E. Parenti, 2013, 62′)

a seguire l’autore Enrico Parenti dialogherà con il presidente di Lunaria, Grazia Naletto

12 marzo 2014

Ore 19:30

Terrapromessa (M. Leombruno e L. Romano, 2013, 25′) e Lo Sterminio dei Popoli Zingari (A. Segre, 1998, 33′)

nell’ambito di DONNE OLTRE LA CRISI

18 marzo 2014

Ore 19:30

Atlantis (M. Ferrari, 2012, 67′)

20 marzo 2014

Ore 19:30

Il pane a vita (S. Collizzolli, 2013, 66′)

nell’ambito di CAPOSSELA REBETIKO

25 marzo 2014

Ore 19:30

Indebito (A. Segre, 2013, 84′)

27 marzo 2014

Ore 19:30

Indebito (A. Segre, 2013, 84′)

Danilo Canzanella

 

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