ZaLab alla Casa del Cinema e i non-luoghi di Magari le cose cambiano

Ancora fino all’1 aprile la rassegna ZaLab alla Casa del Cinema che valorizza il video partecipativo

Sarà in corso fino al primo aprile ZaLab alla Casa del Cinema, la rassegna dedicata al documentario sociale, organizzata da ZaLab e in corso dal 12 febbraio nella magnifica cornice di Villa Borghese a Roma,  che ospita la proiezione  di 6 documentari prodotti e distribuiti recentemente da ZaLab.
Il video partecipativo è la scommessa su cui puntano gli autori ed è il racconto di tante storie di chi vive ai margini della società. Infatti, ZaLab cerca anche in questo modo di dar voce a chi voce non ce l’ha, promuovendo anche attività per far vincere i diritti e la democrazia.

A tal proposito menzioniamo “Magari le cose cambiano” di Andrea Segre, nel quale il quartiere costruito a Ponte Nona, all’inizio privo di servizi essenziali, per lui è un modello urbano negativo di lobby immobiliare, il “non luogo” coniato dall’antropologo Marc Augè, un luogo anonimo. Invece del Mondo Nuovo è diventato un luogo d’incuria.

Un esempio? Tre asili nido aperti da tempo che si deteriorano. Un’altra storia ci incuriosisce, quella di Neda, una donna cresciuta a Roma, a Ponte di Nona, nella periferia e a 6 km dal raccordo anulare che, con l’altra protagonista Sara, ci portano a conoscere vite di quartiere, molto diverse da quella realtà.
Persone che si adattano nonostante l’insoddisfazione, il che traspare anche nella fotografia di Luca Bigazzi. Non ci sono neanche le caserme, l’unica presente è incompiuta. Una realtà quasi fatiscente. Così, i residenti si sono riuniti in una cooperativa per pattugliare le strade di notte e sentirsi più al sicuro, oltre a coloro che cercano di sviluppare attività culturali per i ragazzi e bambini presenti nel quartiere.

 Mariacristina Salini

 

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